Brisighella (S. Eufemia) – Passo di Valpiana – Monte Rigonzano – San Cassiano – Monte Colombo – Corneto – Brisighella

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Panoramico
2
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Brisighella
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Brisighella (S. Eufemia) – Passo di Valpiana – Monte Rigonzano – San Cassiano – Monte Colombo – Corneto – Brisighella

Passato il passaggio a livello di S. EUFEMIA lasciare la macchina all’inizio della strada che va a PUROCIELO, ritornare sulla strada provinciale e dopo aver attraversato il ponte sul fiume andare a sinistra e seguire la strada asfaltata, che poi diventa sterrata e che tutta in salita con una pendenza media dell’8% ci porta sul passo di VALPIANA, ora andare a destra su 507. Questo sentiero rimane sempre sul crinale, il primo tratto in salita ci porta sul M. RIGONZANO, poi si alternano corti tratti in salita a tratti in discesa, a destra si vede tutta la vallata che da S. CASSIANO va a MARRADI. Con un ultimo tratto in leggera discesa si arriva sulla strada asfaltata, davanti ci appare la stazione di pompaggio del metanodotto, si va a destra su via SCAMPELLUCCIO e si segue sempre la strada che in effetti è la continuazione del sentiero 507. La strada è tutta in discesa ed è discretamente ripida, prima di arrivare in fondo si può andare a vedere la MADONNA DEL MONTE andando a destra (100 m dalla strada), in fondo si attraversa il fiume LAMONE e in leggera salita si arriva a S.CASSIANO, qui a sinistra e dopo 20 m a destra, qui in mezzo alle case inizia il sentiero 1( numerazione U.O.E.I.), questo sentiero è tutto in salita, si passa da CA’ DEL GESSO, il sentiero segue sempre il crinale ma non è panoramico a parte l’ ultimo tratto, arrivati sotto il M. COLOMBO prendere il sentiero che è a sinistra e che viaggia a mezza costa fino sulla larga mulattiera, ora si va a sinistra su 579 fino ad incontrare la strada forestale che noi seguiremo andando a sinistra e che tutta in discesa ci porta fino all’ incrocio. Ora si va a destra e si segue questa nuova strada forestale e che quasi tutta in salita passando da CORNETO con un’ultimo tratto in discreta salita ci permette di arrivare sulla strada asfaltata. Si va a sinistra fino a CROCE DANIELE dove si incontra il sentiero 505, si segue la strada asfaltata in salita fino all’ OSSERVATORIO DI MONTEROMANO, dopo 50 m si va a destra verso CA’ BAMBI si passa di fianco alla casa e in discesa si arriva sulla strada che va a FONTANA MONETA, davanti a noi c’è la CHIESUOLA, noi abbandoniamo il 505 per andare a sinistra e seguiamo la strada sterrata fino al cimitero di MONTEROMANO. Andare a sinistra e seguire la strada di nuovo fino a CROCEC DANIELE qui andare su per il sentiero 505 in salita, si rimane sempre sul crinale o leggermente sotto fino ad incontrare al la strada sterrata che si seguirà fino a CA’ MALANCA, ritornare sulla strada forestale che è il sentiero 579 e seguirla fino all’ incrocio in cui si era al mattino, si lascia la strada e si prosegue su 579 fino a M. COLOMBO, si ritorna sul sentiero 579 che tutto in discesa ci porta a CA’ MARCONE e poi a PIANO DI SOPRA dove si prende la strada asfaltata che passando da PUROCIELO DI SOPRA ci porta alla macchina.

N.B. IL TEMPO DI PERCORRENZA SENZA SOSTE E’ DI CIRCA 9 ORE E IL DISLIVELLO TOTALE IN SALITA E’ DI 1640 m.

Distanza totale: 34872 m
Altitudine massima: 752 m
Altitudine minima: 173 m
Tempo totale: 10:41:55
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  1. Verso il PASSO DI VALPIANA
  2. Panorama dal M.RIGONZANO
  3. Stazione di pompaggio del metanodotto
  4. MADONNA DEL MONTE
  5. CA' DEL GESSO
  6. Sentiero 1 sotto il M. COLOMBO
  7. CA' MONTEVECCHIO
  8. CA' MALANCA
  9. MONTE COLOMBO
  10. Pianta di finocchietto selvatico

3 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on maggio 19, 2019 Rispondi

    Bel giro, Luciano! Con tutte le piogge di quest’anno mi sa che molti sentieri fossero o siano quasi impraticabili! Mi ha fatto piacere vedere la foto di CA’ del Gesso (per gli Acuti, Cà de Ghezz) che personalmente, ma qualcuno di noi ci è stato, non vedo da anni. E vederla imboscata e ormai ripresa dalla Natura mi rammarica un po’. Il proprietario, Acuto anche lui, non riesce più a risistemarla. Infatti, frequentandola, c’erano sempre delle cose da fare.
    Quel tratto fino al Rigonzano lo risalivo dalla provinciale un po’ fuori strada, prima di S.Eufemia dritto per dritto per evitare la strada.Poi passando sopra la stazione del Metanodotto, se non si va giù a S.Cassiano, aggirando il capo di valle, si arriva all’inizio della Galliana. Se si devia a sinistra, invece, si va verso Lago e Valpiana, se non ricordo male. Sempre in gamba, comunque! Ciao.

    1. luciano49 said on maggio 19, 2019 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio, si un pò di tempo fa in un tuo commento non ricordo con chi, avevi accennato a quella casa cosi ho fatto una foto per farti vedere in che condizioni era, attaccato alla porta c’è un cartello che dice ” ATTENZIONE VESPE” anche il capannone davanti alla casa è in condizioni ancora peggiori il tetto in parte è crollato, purtroppo se le cose si abbandonano la natura diventa la padrona
      Ciao, a presto

      P.S. CON QUESTO PERCORSO E’ INIZIATA UFFICIALMENTE LA MIA STAGIONE DELLE ZECCHE. NELL’ ARCO DELLA GIORNATA (E LE ULTIME SPERO LE HO TOLTE IERI) NE HO RACCIMOLATE 16- MI SEMBRA DI AVER FATTO UNA DISCRETA PRESTAZIONE, MA NE AVREI FATTO DECISAMENTE A MENO..

      1. Pier Giorgio Saviotti said on maggio 19, 2019 Rispondi

        E ti credo! Avevo quasi smesso di fare escursioni, specialmente in zone di presenza di zecche. Erba alta e zone boscose abbandonate, animali sempre in maggior numero, Poi umidità e medie altitudini. Le linee guida informative segnalano che dopo 800/900 mt non ci sarebbero…ma io le ho prese anche ad altitudini superiori. Anche in altre zone non del nostro Appennino che è molto boscoso.Stare all’erta non serve, vestirsi di chiaro neppure…salvo che ogni minuto guardarsi .
        Ripeto la mia “ricetta”. Al ritorno, possibilmente fuori di casa, svestirsi immediatamente e cacciare il tutto in un sacco di plastica e irrorare con permetrina a dosi a seconda dei casi (c’è in commercio anche a scopo rurale, ma non la danno credo a tutti) . Lasciare qualche giorno e mettere tutto in lavatrice a medie temperature. Inoltre subito (specie meglio se aiutati) osservare tutta la pelle e fare una doccia bollente. Ma meglio così che come ben sai, stare a togliere questi aracnidi micidiali, specie se attaccati in parti nascoste. Poi osservare, in casi di non escissione completa, il cosiddetto eritema o alone migrante che in caso di infezione da borreliosi (una foto presa da qualche parte l’ho postata in questo sito alcuni mesi fa) si può manifestare-allora sei certo che l’hai presa. Non voglio insegnare a nessuno, ma queste regole le ho imparate a mie esperienze e da esperti . Buona fortuna….Ciao. Ha, grazie della segnalazione su Cà de Ghezz.

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