Castelluccio – Val Canatra – Monte Lieto – Forca di Gualdo – Altopiano di Castelluccio.

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Castelluccio di Norcia
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Castelluccio – Val Canatra – Monte Lieto – Forca di Gualdo – Altopiano di Castelluccio.

Arriviamo nel tardo pomeriggio. A 1400 metri si apre l’altopiano di Castelluccio (foto 1). Poi vediamo il paesino e centro metri più sotto la grande vallata (foto 2). Arrivati in paese possiamo ammirare quasi tutto l’altipiano con le sue infinite sfumature di colori: il Piano Grande e, in fondo, l’inizio del Piano Piccolo (foto 3). Castelluccio è un sito di volo libero molto conosciuto, deve essere bellissimo vedere tutta la piana dal deltaplano (foto 4). Partiamo presto la mattina, all’alba, perchè le giornate sono sempre più corte. Prendiamo il sentiero SI e arriviamo all’inizio di Piano Perduto, la terza zona dell’altopiano che si distende dietro Castelluccio (foto 5). Abbiamo seguito questo sentiero fino alla fine della Valle Canatra facendo affidamento sul GPS perchè non c’è nessuna indicazione, nemmeno un po’ di vernice rossa e bianca nonostante sia un Sentiero Italia. Entriamo nella Val Canatra da un tunnel nel bosco, la porta per questa valle molto bella soprattutto in autunno (foto 6). In questo periodo i suoi colori sono splendidi, anche alla Chicca piacciono molto (foto 8).  Deviando leggermente dal percorso segnato sono salito fino alla fine della valle dove ho avuto la possibilità di ammirare un’immagine suggestiva (foto 9). Sono tornato un po’ indietro per prendere il sentiero 33 che va al Monte Lieto. Anche qui non ho trovato nessun segnale. Arrivato in vista del monte il sentiero è sparito ma, per fortuna, il Monte Lieto è liscio come una palla da biliardo ed è stato facile vedere il sentiero che sale (foto 10). L’ho raggiunto e sono salito fino a 1800 metri di altezza ma lì il sentiero è scomparso poco lontano da un burrone. Nei restanti 200 metri per la vetta non c’erano altri sentieri perciò sono tornato indietro ripercorrendo un pezzo della Valle Canatra per aggirare il monte e arrivare al Piano Perduto E’ una palla da biliardo anche da quel lato e anche lì non sono riuscito a vedere sentieri che salgono (foto 11). Arrivato al pianoro prendo la strada asfaltata che sale a Forca di Gualdo e trovo una bella sorpresa: a 1500 metri, il 24 di ottobre, splende un campo di papaveri, fiordalisi e margherite (foto 12). Un miracolo di Castelluccio, regina dei fiori. Nel programma c’era anche la Valle dell’Acqua Gilarda, con un bellissimo bosco che arriva a Gualdo ma avendo dovuto allungare il percorso non c’era più tempo. Ho ridisceso la strada attraversando tutto il Pian Perduto, incontrando molti greggi; la pastorizia era la principale attività di queste zone che ora condivide l’altopiano con l’attività di coltivazione delle lenticchie (foto 13) e con gli allevamenti di mucche e cavalli (14). Siamo ripartiti la mattina dopo molto presto. Un ultimo sguardo a Castelluccio addossato al Monte Vettore, distrutto dal terremoto e completamente abbandonato (foto 15). Restano un bar, due norcinerie e due agriturismo. A distanza di tre anni non è ancora successo niente e nessuno sa se e quando succederà qualcosa. E’ triste. Per partire col cuore più contento ho dato un ultimo sguardo al bell’altopiano con i suoi bei tappeti di tutte le tonalità del verde che a primavera si riempiranno dei colori dei fiori: rossi, blu e gialli. Come simbolo di rinascita spero che sui due cavallini di legno arrivino due bambini che li cavalchino immaginando di attraversare galoppando la grande pianura.

Come trekking è un po’ disordinato ma lo pubblico ugualmente per avvisare che non c’è un solo sentiero segnato e quindi di organizzarsi di conseguenza e che i posti sono bellissimi specie in autunno. Peccato, con un po’ di vernice rossa e bianca e qualche freccia potrebbero dare un contributo al turismo, anche se piccolo, perchè ne hanno un grande bisogno.
C’erano due fonti lungo il percorso ma il terremoto le ha seccate quindi, anche qui, portatevi acqua e caffè.

Distanza totale: 23690 m
Altitudine massima: 1804 m
Altitudine minima: 1315 m
Total time: 09:53:29
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Relive ‘Castelluccio’

  1. 1 - Il primo scorcio dell'altopiano
  2. 2 - L'altopiano si apre e vedo il paesino di Castelluccio là in fondo
  3. 3 - Dal paese si vede tutto il pianoro, il Piano Grande e l'inizio del Piano Piccolo coperto di tappeti con sfumature di colore molto belle che, a primavera, si coprono di fiori rossi, blu e gialli. Queste grandi distese di fiori, che sono una forte attrattiva per fotografi e turisti, si producono in modo del tutto spontaneo come naturale sottoprodotto della coltivazione delle lenticchie. I fiori cambiano (papaveri, fiordalisi e fiori delle rape) a seconda dei diversi periodi di raccolta delle lenticchie
  4. 4 -Il sito di volo libero di Castelluccio. Il panorama deve essere splendido da lassù.
  5. 5 - Appena partiti vediamo l'inizio del Piano Perduto, il terzo pianoro nella parte posteriore del paese
  6. 6 - Entriamo nella porta della Val Canatra
  7. 7 - I bei colori autunnali della valle
  8. 8 - La valle piace molto anche alla Chicca
  9. 9 - Alla fine della valle possiamo ammirare un'immagine suggestiva
  10. 10 - I 2000 metri del Monte Lieto e un sentiero da non prendere perchè termina davanti un burrone
  11. 11 - L'altro lato del Monte Lieto
  12. 12 - A Forca di Gualdo una bella sorpresa: papaveri e fiordalisi il 24 ottobre a 1500 metri
  13. 13 - I cani stanno compattando il gregge perchè è ora di tornare all'ovile. I cani pastore bianchi sono di guardia intorno mentre quelli neri, penso siano border collie, stanno spingendo le pecore in un cerchio sempre più stretto fino a diventare un ovale compatto che guideranno verso l'ovile.
  14. 14 - Sotto il possente Monte Vettore, 2500 metri circa, i cavalli allevati in libertà sono minuscoli puntini. Le attività di allevamento e quelle di coltivazione delle lenticchie si alternano secondo un programma preciso e rispettato da tutti. L'intero l'altopiano è una proprietà condivisa della collettività.
  15. 15 - Partendo, l'ultimo triste sguardo a ciò che resta del paesino
  16. 16 - L'ultima bella vista dell'altopiano, da portare a casa

8 comments

  1. luciano49 said on novembre 2, 2019 Rispondi

    Ciao Gigi, bellissimo questo altopiano e in questa stagione ci sono dei colori stupendi. Le foto che hai fatto sono molto belle ed è un vero peccato che nessuno si cura di segnare un pò i sentieri per valorizzare di più quelle zone, la tua Chicca è un fenomeno
    Ciao

    1. Giuseppe Guadagno said on novembre 2, 2019 Rispondi

      Ciao Luciano, grazie del bel commento. Potresti fare quel percorso fino a Gualdo perchè è molto bello adesso magari saltando il Monte lieto a scalandolo arrampicandoti anche senza sentiero. Penso che tu possa farlo, la Chicca ed io non ce la siamo sentita. Guardo sempre i tuoi splendidi trekking.
      Ciao.

  2. Pier Giorgio Saviotti said on novembre 4, 2019 Rispondi

    Ciao Gigi, con molto piacere condivido la richiesta, ma ti ho seguito sempre nelle tue escursioni. Questa è magnifica ed unica. Ci sono stato un paio di volte per circa una settimana ma molti anni fa e sempre in luglio, epoca di fioriture specie delle lenticchie. E spaziavo da destra a manca fino a fare quasi tutto il percorso ,ai Monti della Laga (altro scenario magnifico e indimenticabile con partenze anche da Amatrice fino al Gorzano e ritorno….lungotta anche per via del grosso divario altitudinale) . In fondo al Piano Piccolo, se ben ricordo, trovai un inghiottitoio, tra l’altro con alcuni scheletri di pecore morte, ma anche una scritta su di una roccia per ricordo di una spedizione del Gruppo Speleologico Faentino”Vampiri” in zona e dentro la forra dell’inghiottitoio. Vampiri con i quali qualche volta anch’io negli anni ’50, ’60 andai a fare qualche avventura speleo (molto rabbrividente direi, per me). Gruppo della mia città.
    Molto belle le foto, Complimenti. Ciao.

    1. Giuseppe Guadagno said on novembre 4, 2019 Rispondi

      Molto belle le zone dei Monti della Laga anche sulla cartina. Ci sto pensando, grazie.
      Ciao.

  3. luciano49 said on novembre 5, 2019 Rispondi

    Ciao GIGI, vedo che anche Pier Giorgio ha dei bellissimi ricordi di quelle zone, io non sono mai stato li e sinceramente guardando le tue foto mi fate un pò invidia mi sarebbe piaciuto esserci andato, ma ormai alla mia età penso non sia più possibile, sono sempre ( a parte 2 volte ) partire la mattina e ritornare la sera a casa perciò in zone cosi lontane questo non è possibile, mi accontenterò dei nostri monti.
    Aspetterò di vedere le foto della tua futura escursione.
    Ciao a presto

  4. paolanensor said on novembre 25, 2019 Rispondi

    Ciao Gigi. Stupende foto! Adoro fare trekking, ma quando poi alla fine c’è il panorama è il top. Mi ripaga di ogni fatica, spaziare lo sguardo in posti come questi ti apre la mente e il respiro. Grazie mille della tua condivisione. Un bacione alla tua meravigliosa Chicca!

    1. Giuseppe Guadagno said on novembre 25, 2019 Rispondi

      La Chicca è uno splendido compagno di viaggio, mi aiuta a trovare i sentieri, fa da guida per il ritorno.

      1. Paola Nensor said on novembre 25, 2019 Rispondi

        Ahah…meravigliosa creatura con un’intelligenza suprema vedo. E sono convinta che sia felicissima di trascorrere tutto questo tempo con il suo padrone. Bravissimi entrambi.

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