Col Raiser – Monte Pic – Pieralongia – Col Raiser

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
A Facile -Turistica
Ombra
3
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Selva di Val Gardena
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Col Raiser – Monte Pic – Pieralongia – Col Raiser

Percorso semplice senza grandi difficoltà ma con panorami mozzafiato. Diventa più impegnativo se si sale da Santa Cristina a piedi senza usare la funivia.  Si imbocca la stradetta 2 che dal Col Raiser scende a sinistra passando davanti alla Baita Odles, e che piegando ad ovest porta al rifugio Fermeda a quota 2111 mt. Oltre il rifugio, attraversando i pascoli dell’Alpe Mastlè si giunge alla Sella Cuca. A questo punto si imbocca il sentiero 6 prosegue attraversando un boschetto oltre il quale si incontra a destra una grande croce e quindi rimonta una crestina con affioramenti rocciosi e in salita si raggiunge la cima del monte Pic 2363 mt. Proseguendo sul sentiero 6 si può quindi discendere verso S. Cristina, oppure come ho fatto io tornare indietro e dopo aver imboccato il sentiero 1A verso il rifugio Daniel si prosegue verso il rifugio Troier e da dietro al caseggiato si sale un pochino per imboccare poi il sentiero 2B verso la malga Pieralongia . Poi arrivati ad un bivio si scende a destra per il sentiero 13B verso il rifugio Firenze  per poi tornare verso Col Raiser.

Distanza totale: 11784 m
Altitudine massima: 2345 m
Altitudine minima: 2038 m
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  1. Monte Pic
  2. Panorama
  3. In cima con veduta Sassolungo e Sassopiatto
  4. Pieralongia
  5. Malga Pieralongia
  6. Sentiero verso il rifugio Firenze
  7. Rifugio Firenze

4 comments

  1. luciano49 said on luglio 4, 2019 Rispondi

    Ciao Paola, finalmente si possiamo vedere questi bellissimi posti che purtroppo il nostro appennino non ci può offrire, ma come ti ho detto consoliamoci con il fatto che il inverno sarebbe molto impegnativo poterci andare, però ti posso assicurare che è una magra consolazione.
    CIAO e buona serata

    1. Paola Nensor said on luglio 5, 2019 Rispondi

      Hai ragione. Sono posti bellissimi. Non potevo non vederli. Non ho potuto fare percorsi lunghissimi perché non volevo sfiancare gli altri, ma ce la siamo goduta da morire. Sono stati giorni stupendi. Le nostre foreste casentinesi per l’ inverno vanno più che bene, siamo fortunati ad abitare qua

  2. Pier Giorgio Saviotti said on luglio 5, 2019 Rispondi

    Ciao Paola, ti si rivede in quei posti “tedeschi” con vista sull’Alpe di Siusi, al cui termine Sassopiatto e Sassolungo in bellissima prospettiva da meritato riposo in “panchina”! Da quell’osservatorio si spazia su di un teatro a 360° anche sullo Sciliar, tanti posti da me frequentati in altri tempi e che solo guardo ormai in foto. A presto, Ed ora mi scarico il tracciato e faccio finta di averlo fatto!! E al proposito ora, in casa e un po’ fuori ma anche davanti al PC della tua escursione indosso gli scarponi Vibram da montagna che mi fungono da tutore post gesso e riabilitazione…speriamo!

    1. Paola Nensor said on luglio 5, 2019 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio…diciamo che arrivare lì non è stata poi tutta questa fatica in effetti. Il panorama è spettacolare sopra Col Raiser. Poi alla fine una bella birretta con fetta di strudel calda non me la toglieva nessuno. Ne posterò qualche altra. Escursioni corte per molti magari, ma volevo che tutti si godessero la vacanza per poter poi tornare in questi bei luoghi. Ho letto che usi gli scarponi da trekking come tutore…mi fai sorridere…non ci avrei mai pensato. Spero che le cose vadano meglio dopo aver rimosso il gesso!

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