Fangacci – Scalandrini – Lama _ Acuti – Fangacci

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Panoramico
2
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
1
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
C Poco difficile - per escursionisti
Ombra
1
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Badia Prataglia
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Fangacci – Scalandrini – Lama _ Acuti – Fangacci

A questa escursione sono da togliere 5 km a quelli che si vedono postati. Purtroppo il passo Fangacci per arrivare al rifugio era chiuso dalla sbarra causa prima nevicata e quindi ci si è arrivati a piedi (2,5 km andare a poi tornare su sterrata). Per il resto splendidi colori: gli alberi bianchi e le foglie rosse a terra contrastavano con il muschio di un verde tale che non avevamo mai visto. Cascate a non finire gonfie d’acqua, compresa quella degli Scalandrini alta almeno 90 metri che si intravedeva in mezzo agli alberi,  e freddo il giusto. Siamo partiti dal rifugio Fangacci con già il fango alle caviglie. La neve che si era sciolta e l’acqua piovana hanno fatto sì che i sentieri diventassero dei ruscelli. A parte questi due piccoli inconvenienti l’escursione non si è rivelata più difficile di altre. Certamente forse non azzeccata la discesa per gli Scalandrini e la salita dagli Acuti. Una salita che a guardarla in foto non sembra niente di che, ma è inesorabile dall’inizio alla fine. La prossima volta la rifarei ma al contrario….

  1. Mare di nuvole sul Passo del Carnaio
  2. Cascata
  3. Dal Belvedere
  4. Arrivo alla Lama
  5. Percorso

12 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 4, 2018 Rispondi

    Magnifico, Paola !! Proprio quello che mi è sempre piaciuto. Un po’ di avventura fa bene allo spirito e al fisico.
    Che Natura c’è da quelle parti. Recenti residui di autunno misti a prime manifestazioni dell’inverno. Le foto, bellissime, sono il risveglio dei miei ricordi. Varie volte, compresa la “prima” degli Acuti inizio’70, ho percorso l’omonima salita(anche in discesa, ma…se ti avesse dato sollievo discendere, poi il crinale lo avresti dovuto guadagnare. Ma non come mi capitò una volta che, per competizione con altro “collega”, la salita venne fatta dalla vallata Lama, direttamente dritto-per-dritto sino al crinale in mezzo ai boschi con la banale scusa di cercare funghi. Gli Scalandrini, benchè impegnativo, sarebbero stati di miglior respiro.
    Il Belvedere quando si osservò il lago di Ridracoli ancora in fase attuativa, mi distolse dalla sosta con i piedi pieni di buchi e vesciche.
    Fa nulla, la lapide, se riesco a ritrovarne la foto, te la posterò.
    Scommetto che oggi, dopo la faticata, sei contenta!
    Grazie ancora e un caro ciao.

    1. paolanensor said on Dicembre 5, 2018 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio. Ma tu sei un poeta del trekking! Scommetto che sei un insegnante…. Ma tornando alla Lama….devo dire che siete stati dei pazzi tu ed il tuo collega a salire fino al crinale dritto per dritto. So di cosa parli. Mio padre (ex fungarolo) mi portava in quel di Rieti a fare queste manovre e mi faceva fare sempre queste escursioni estreme pur di trovare dei funghi. Altro che sentieri! Tanto da farmi piangere dal dolore ai piedi da adolescente iniziai ad odiare la montagna. Poi con l’età adulta ho ricominciato ad amarla alla follia. Le cose che amo di più sono il silenzio, il rumore dell’acqua e l’isolamento (che dopo una settimana a lavorare a contatto con la gente ci vuole proprio). La volta scorsa ero andata alla Lama passando da Ridracoli quindi vidi la fonte solforosa di cui parli tu. E’ un posto meraviglioso. Concordo con voi.

      1. AndreaTrek said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

        Eh si’ siamo in tanti ad esserci ri-appacificati e ri-avvicinati alla montagna in età adulta.
        E a cercare nelle nostre passeggiate quello che non troviamo durante il tram tram giornaliero. Il silenzio e la pace di cui tu parli per me sono ormai imprescindibili nei week end quando arrivo al culmine durante la settimana!

        Mi ritrovo in un pezzo di Mauro Corona :
        “La montagna insegna a vivere: questa frase l’ho udita spesso,ma… non è vera. C’è gente che frequenta i monti da una vita e non ha imparato un tubo! La montagna al massimo regala emozioni a chi è sensibile ed educato.”

        E io cerco di essere il più educato possibile!!

        1. Paola Nensor said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

          Andrea….condivido appieno ogni tua singola parola! Bisogna sempre avvicinarsi alla montagna con rispetto, umiltà e ammirazione.

  2. AndreaTrek said on Dicembre 4, 2018 Rispondi

    Personalmente trovo il Belvedere uno dei posti più affascinanti del nostro pianeta.
    La pace che si respira dato il sentiero davvero poco battuto, se non da qualche pazzo in downhill con la mtb, ma soprattutto la vista del blu dell’invaso e il verde del prato della Lama incastonato dalla foresta sono mistici.
    Cosi’ come la cascata e gli scalini degli Scalandrini: me li ricordo davvero bene.
    Anche perchè non pago ad un giro simile ci ho aggiunto anche il Monte Penna.
    Il giorno dopo ero stravolto. Ma ho ancora gli occhi pieni di quei posti meravigliosi!

    1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 5, 2018 Rispondi

      Già, Scalandrini, di cui il Belvedere, ma anche Poggio Scali e il Monte Penna.
      Ci salii otto o dieci anni fa con un amico cardiologo(non si sa mai!) ottimo fotografo solo per fare foto autunnali. Ma la sorpresa, oltre ai colori magnifici anche le filate di ghiaccio su rami e foglie. Dopo, una sosta spuntino e riposino esposto al sole pulito su un pianoro alla Lombardona vicino al Passo dei Mandrioli. C’è di meglio?

  3. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 5, 2018 Rispondi

    Allegato

    Cara Paola, noto che la vedi come me, la Natura (io non solo la montagna). Come accoglimento del fisico e dell’anima, con rispetto, con ammirazione, con devozione. Ma anche con un “legittimo” orgoglio di sfidarla e conquistarla per quanto possibile e lasciare altrui le ricerche di moda. E queste immersioni aiutano meglio dei farmaci a vincere eventuali pesantezze dell’esistenza..
    Gli insegnanti di tutta la mia vita mi hanno sempre deluso e mi hanno costretto ad essere autodidatta senza, comunque, esimermi da un titolo, ma non di insegnante.
    Tuttavia, intanto che siamo in tema di località indimenticabili, come forse ho accennato, indico un link su You Tube (perchè l’originale non può essere postato su NavTrekking causa dimensioni, credo) e una composizione artigianale di una sosta rifocillatrice a Fangacci rifugio dopo rivisita alla lapide degli Acuti.
    Il tutto in chiave semiseria e piuttosto goliardica, di visione d’altri tempi.
    Da me ricavata da foto, anche di qualche altro avvenimento, fatte decenni fa (di cui diversi dettagliatissimi volumi ((conservati dalla coniuge)) unici redatti dall’animatore e cofondatore con me ed altri di quel gruppo) rifotografandole con una delle primissime fotocamere digitali e ricomposte in .exe e poi in altri formati video. Ma più di così non potevo.

    https://www.youtube.com/watch?v=WVs2TkN52cU&list=UUQTFkHJKfqcDE8URkv4-aCA&index=4&t=0s

    1. paolanensor said on Dicembre 6, 2018 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio,
      che meraviglia le tue foto su youtube! Cavoli….che bei ricordi dovrai avere di quelle scampagnate con i tuoi amici. Trovare un gruppo di persone che condivide la tua passione. Io ci vado con mio marito e a volte qualche amica ci accompagna, ma temo di avere solo io una passione così sfegatata. Mio marito a volte sono sicura preferirebbe il divano. Ci mette giorni a riprendersi dai miei tragitti che scelgo,ahahaha. E andare via da sola è un pò da incoscienti, anche se lo farei per mettermi alla prova. La penso come te sulla magia della montagna. Trovo che se quella cima l’hai scalata, tutto ciò che vedi da lassù ti appartiene, te lo sei conquistato. Io poi ci metto più tempo a fare i miei giri perchè ho bisogno di fermarmi e osservare i panorami, gli alberi, godermi il vento e il rumore delle foglie. Non posso fare trekking come se fosse una gara. Sai qual’è la cosa che mi è piaciuta di più delle tue foto? Il bivacco con la tenda. Fare trekking di più giorni dormendo in tenda in giro per i boschi. Temo di non essere all’altezza. Il mio peso di 48 kg non mi permette di essere così forte da portarmi in giro uno zaino pesante. Mi sa che non ce la farei a fare molta strada. Ho visto la vostra targa ….a Primavera ho intenzione di tornarci alla Lama. Ne riparleremo…spero di trovarla e di omaggiarti di una foto recente!
      Un abbraccio,
      Paola

      1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 6, 2018 Rispondi

        Carissima Paola, una domanda senza obbligo di risposta: io, dove abito, ho ricordato un cognome “Nensor” associato al nome Mario e circa il Palio del Niballo in Faenza. Può essere che lo conosci? Quella di andare per funghi nel “reatino” col babbo, alla lunga ti ha trasmesso una sorta di imprinting notevole.
        Il contrario della tua situazione riguardo all’impegno dei giri per le montagne e spesso faticosi. In principio mia moglie non veniva. Poi, con infinita pazienza e un po’ di costrizione, l’ho portata nell’arco dei decenni a farmi da partner , devo dire, con risultati soddisfacenti. anche fino a pochi anni fa un solito trek di 10/12 ore dal Passo della Colla fino a Brisighella (ca 45 km sui sentieri); che fatica, ma il morale alle stelle!
        Col gruppo, o con altri tipo CAI o UOEI, sono uscito varie volte oltre agli ACUTI(tutt’altro spirito), ma in stragrande frequenza qualche volta da solo o in due, max tre compagni. Il gruppo si disperde, chiacchiera, gareggia, ti impone cose che non faresti, ti toglie la personalità, ti fa decadere la voglia di metterti alla prova per decisioni di percorso, di orientamento, ti allontana dall’osservazione di fauna che, da solo, riesci a vedere, ed anche dai propri pensieri associati al territorio.
        Gli alloggiamenti in tendina, ma anche di fortuna tipo capanni da caccia, fienili, sorta di rifugietti, quando i trek erano di più giorni mi hanno sempre affascinato e li ho praticati. Anche in luoghi remoti come tra il passo della Colla di Casaglia e il Muraglione, alla Maestà dove, con mio figlio febbricitante, sotto il diluvio, in tendina a oltre 1000 mt. coi lupi ululanti nei pressi… bèh sono ancora qui a raccontarla. Mio figlio, dopo tanti anni è ancora sotto shock.
        Ciao ciao, alla prossima tua.
        pg

        1. paolanensor said on Dicembre 6, 2018 Rispondi

          Ti rispondo tranquillamente perchè sono a casa e parto fra poco per il lavoro. Mario è mio zio. Il fratello di mio padre. I parenti di Faenza invece non li conosco (ma mio zio e mio padre sì). So che uno di loro aveva un cavallo che vinse il palio credo anche diverse volte, ma non so nulla di più. Bello in coinvolgimento di tua moglie, alla fine ha dato un risultato ben lungo vedo. A mio marito piace moltissimo fare trekking, ma tutte le domeniche di questa estate lo hanno un pò esaurito.
          Non ci credo che a tuo figlio hai fatto prendere uno spaghetto del genere! Ahaha. I miei due mi hanno abbandonato, la femmina prima del maschio. Dopo una scalata al Comero e al Testaccio dove le è caduta un’unghia del piede mi ha salutato cordialmente e mi ha detto che mi aspetta a casa. Ma va bene così. A 16 anni i divertimenti sono altri. Spero un giorno la passione torni come a me. Ti auguro una buona giornata anche se parecchio uggiosa qua!

  4. Cristiano U said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    Percorso che ho fatto anni fa ma che ricordo molto bene soprattutto per la salita degli Acuti e la bellezza della Lama. L’ho percorso anche io nella brutta stagione quando il pianoro era tutto un acquitrino, con il ruscello bello pieno e la cascata degli Scalandrini al suo massimo!
    Si cammina sempre nel bosco che varia tra conifere e stupende faggete dove è facile trovare anche diversi alberi della morte.
    Consigliata ma solo se si è molto allenati la deviazione per l’Eremo di Camaldoli, è un tratto piuttosto pianeggiante, ma i km cominciano a diventare alla fine tanti.
    Amici mi dicevano che il sentiero dai Fangacci alle Lame via Scalandrini era abbandonato questa primavera, alberi caduti, sentieri chiusi e ponti crollati, è ancora così?

    1. Paola Nensor said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

      Ciao Cristiano,
      devo dire che non ho riscontrato questa cosa. Il sentiero era pulito, seppur diventato un ruscello per l’ acqua. Ma dai Fangacci alla Lama non abbiamo avuto nessun problema.

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