Monte Mauro – Vena del Gesso – Monte della Volpe

Rating: 5.0/5. From 8 votes.
Please wait...
Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
1
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Brisighella
Posted by
Posted on
Monte Mauro – Vena del Gesso – Monte della Volpe

Bellissima escursione un po’ impegnativa specie all’inizio (dopo la fattoria a cui si arriva in 1 km a destra da via Lame prima di Zattaglia provenendo da Castel Bolognese -C’è indicazione Monte Mauro . Si può anche parcheggiare e risalire a piedi) per via della salita diretta (c’è una stradina alternativa nelle vicinanze che porta anch’essa in alto riguadagnando il crinale a sinistra in sentiero boschivo).
Poi si segue un sentiero esposto (con semplice alternativa al punto geodetico più sopra traccia fondamenta di ex punto guardia) e si passa sotto uno sbocco di grotta (soffiante aria calda d’inverno) una piccola immagine sacra e infine alla Chiesa recentemente e ottimamente ricostruita di S.Maria Assunta in Tiberiaci: http://www.terredifaenza.it/scoprire_territorio/arte_cultura/ter_chiese/pagina155-081.html ) .Fino a un paio di decenni fa completamente distrutta. Poi le vie sono due o tre per arrivare al sentierino molto esposto e panoramico in saliscendi fino al Monte della Volpe dove di solito ci si ferma ad osservare, a riposare e a fare uno spuntino (se si è partiti il mattino). Da questa elevazione si osserva tutta la strada-vallata della via che conduce a Casola Valsenio e sotto ci sono le ex cave di gesso e sasso con gallerie, percorsi, ecc. . Da lì partivano i camion per rifornire l’ANIC a Ravenna.
Fatto questo, si ritorna in tre modi: o si scende di brutto nel costone di gesso fino alla valle esposta a sud dove c’è anche una grotta-inghiottitoio, laghetti, abbastanza poco agibile e si riguadagna la strada del ritorno fino al punto di partenza. Oppure si ritorna dallo stesso percorso (con diverse belle alternative per chi le conosce. O, ancora, scendendo verso parte nord circa non lontano a Borgo Rivola(motociclista Loris Capirossi), Crivellari e facendo un percorso misto più a valle verso Co’ di Sasso (c’è un punto ristoro) e si ritorna sempre al punto di partenza.
Il percorso è mediamente impegnativo, specie se si sceglie la diretta iniziale, ma molto bello. Oppure si seguono le strade per Monte Mauro. Consigliabile farlo con qualcuno che conosca tutto il territorio e le varie alternative, magari da farsi in più occasioni. Consigliati scarponi con buon grip.

Total distance: 9153 m
Max elevation: 470 m
Min elevation: 192 m
Download file: Monte Mauro-Vena del Gesso-Monte della Volpe.gpx

 

 

  1. Vena del Gesso Romagnola
  2. Un sentiero a Monte Mauro
  3. In grotta sotto La Chiesa di Monte Mauro
  4. La ricostruita S.Maria Assunta in Tiberiaci
  5. Due viandanti
  6. Interno chiesa
  7. Arrivo prima!
  8. Tracciato del trekking
  9. Tabella indicativa Vena del Gesso Romagnola a Monte Mauro
  10. Un particolare a Monte Mauro

17 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 7, 2018 Rispondi

    Tracciato indicativo di massima semplicità creato artificialmente, ma su dati mappa reali, causa l’impossibilità di elaborare un tracciato gps che è andato perduto.
    Spero che l’eventuale escursionista si attivi a trovare la, o le, possibilità di divertirsi a crearsi le tracce.Il percorso principale è bello ed anche le varianti che sono molteplici.
    Tranne alla partenza, in quota si viaggia tra i 400 e i 500 metri mediamente. Monte Mauro a 510 mt. e l’ultimo, Monte della Volpe a 490.
    Con il tempo bello i panorami sono assicurati ed anche la vegetazione è spesso unica della Vena del Gesso.

  2. Navtrekking_adm said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    La variante “vengo giù dritto per dritto” o per usare le tue parole “scendere di brutto nel costone di gesso fino alla valle esposta a sud dove c’è anche una grotta-inghiottitoio” non so perchè ma è l’alternativa che mi stimola maggiormente!
    Si vedono lungo il percorso i resti dell’ antico castello di Monte Mauro?

  3. Pier Giorgio said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    Allegato

    Il rudere si intravede, come da allegato, ma su una variante.
    L’inghiottitoio sembra sia il Rio Basino che sfocia a nord oltre la catena del gesso quindi passa sotto. Ricordo che dovrebbero averlo marcato con colorante per stabilirne la provenienza. Sopra c’è anche un sentiero a mezza costa che scende dall’alto e arriva nei pressi. Però è un po’ che non lo percorro, quindi…provarci, anche perchè è una variante di accorciamento dell’intero tragitto . Quello della discesa “di brutto” invece è sotto il Monte della Volpe.
    Agli inizi, dal bivio stradale sotto la Chiesa (a cui ci si può arrivare anche in auto) e da cui si può anche partire senza aver fatto per forza Monte Mauro, si va per lo stradello ai piedi di una Maestà e si completa fino al Monte della Volpe. Oppure siu sale a Ca’rifugio Cavara(mi pare) e sotto, al costone, la grotta dei Banditi..

  4. Pier Giorgio said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    Allegato

    Storia del quasi invisibile castello a Monte Mauro.

  5. Pier Giorgio said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    Allegato

    In varianti meno impervie della zona della Vena del Gesso Romagnola e di Monte Mauro di cui al trekking descritto, passa anche il “Cammino di Sant’Antonio “,

    1. AndreaTrek said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

      Il cammino di San Vicinio lo conosco bene, ma quello di Sant’Antonio non ne avevo mai sentito parlare fino ad oggi!
      E pensare che , dopo aver fatto ricerca su google, sono ben 22 tappe da Padova alla Verna, attraversando posti tra i più belli dell’Appennino Romagnolo. Ad averne il tempo (22 gg sigh )sicuramente da fare!

  6. Cristiano U said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

    In realtà il Santo lo percorse nell’altro senso e cioè dalla Verna verso Padova, metafora anche della sua vita dalla solitudine di un eremo al percorso come predicatore in Italia, Portogallo (pochi lo sanno ma era di Lisbona, figlio di nobili), Marocco e Francia.

    Una volta quando ci si indignava per la corruzione e la debolezza della società ci si faceva monaci e si predicava il Vangelo.
    Oggi decidi di non lavorare e trovare ogni stratagemma per procurarti una poltroncina in politica, Da cui predicare qualsiasi cosa faccia contento chi ti rivoterà.

    Io non sono un amante di questo genere di pellegrinaggi, molto spesso nati per finalità più commerciali che spirituali (magliette e guide in primis), ma amo le passeggiate e in genere questi eventi danno vita a sentieri molto ben segnalati.

    Dalla Verna poi si può continuare fino ad Assisi lungo l’omonimo Cammino, fino ad arrivare al sepolcro del suo contemporaneo maestro di vita San Francesco.

    1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

      Giusto, Cristiano, c’è molto di commerciale in questi”sentieri”. L’ho ricordato solo per valorizzare la zona della Vena del Gesso che ho presentato appena in questo thread.

      1. Cristiano U said on Dicembre 9, 2018 Rispondi

        Sì mi sono reso conto di essere andato fuori traccia, ma il fuoco del predicatore mi ha preso per un attimo e non ho resistito!
        Complimenti per il bellissimo giro e in generale per le escursioni che pubblichi, sempre interessanti.

        1. Pier Giorgio Saviotti said on Dicembre 10, 2018 Rispondi

          Le escursioni sono belle ed interessanti in quanto tali. La storia che ne caratterizza maggiormente alcune parti è solo secondaria, a mio avviso, per crearsi un ulteriore scopo, motivazione, spinta. Ma di solito e spesso queste cose disilludono.
          La Natura interessa, a mio avviso, molto di più che un rifugio, un punto di ristoro, o un ricordo di passaggio di qualche personaggio, pedibus calcantis.
          E quello che viene dopo, o prima, è l’approccio con se stessi, l’abbinamento mente e Natura che ti circonda e che vai a cercare. La parte fisica, la prova del corpo, la fiducia che si deve avere in se stessi per farcela e per allenare la simbiosi mente-corpo a rendersi indipendenti e a confrontarsi con la realtà, ma anche con qualcos’altro di più sublime.

          1. Andreag71 said on Dicembre 22, 2018 Rispondi

            Sagge parole! Purtroppo l’uomo perde ogni giorno sempre di più il contatto con la Natura, la inquina e la distrugge senza rendersene neanche davvero conto. Quel trinomio di cui tu parli mente-corpo-Natura è più che mai vero. E per provarlo e testarlo non c’è niente di meglio che un’escursione in solitaria nella natura incontaminata.

  7. Tommy said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

    Bel giro @pier-giorgio-saviotti ! Dalle foto sembra piuttosto ripida la salita dove la piccola cerca di arrivare per prima! Ahahahah lo chiedo per capire se in mtb è un giro percorribile, sono zone che conosco poco. Grazie

  8. Pier Giorgio Saviotti said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

    Caro Tommy, La zona è vasta e le varianti sono diverse. Programmando bene ed attentamente, qualcosa si può fare in mb, ma in gran parte è impossibile, anche caricandosi la bike sulla groppa, almeno per i sentieri e fuori pista più interessanti. Se vuoi seguire la strada( da prima di Zattaglia) e poi esplorare sino alla Chiesa ed oltre, oppure prima della chiesa altre vie verso i Crivellari..e Borgo Rivola..ma tutto è da scoprire!!!!Provaci !!

  9. Tommy said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

    Sarà fatto @pier-giorgio-saviotti !!

  10. Pier Giorgio Saviotti said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

    Una indicazione che da Brisighella porta a Monte Mauro anzichè passare per CastelBolognese.

    1. Tommy said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

      Affrontabile in bici ? O un velato consiglio di desistere e muovermi come bipede nella zona?

      1. Pier Giorgio Saviotti said on Gennaio 20, 2019 Rispondi

        Hahahahaha…i bipedi! Caro Tommy, se hai voglia di lavorare di polpacci e braccia da quadrupede/mane, parti da Brisighella e fai quel percorso che ho indicato fino a Monte Mauro (un po’ schematico) tutto asfaltato. Saranno una 15/20 km.
        Poi fai il bipede per un altro po’ per scioglierti i tricipiti e dalla Pieve risali il sentiero del crinale fino alla fine. Se lo trovi, da lì c’è una stradella(prima sentiero) che torna giù a Co’ di Sasso. Anche tu fai il mio “””BITREK””””. Ciao e auguri.

Lascia un commento

Note: Comments on the web site reflect the views of their respective authors, and not necessarily the views of this web portal. Members are requested to refrain from insults, swearing and vulgar expression. We reserve the right to delete any comment without notice or explanations.

Your email address will not be published. Required fields are signed with *

*
*