Ospitale – Passo del Colombino – Cima Tauffi – i Balzoni – Passo di Croce Arcana – Lago Scaffaiolo – Corno alle Scale – Rifugio delle Malghe – Cinghio Sermidiano

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
C Poco difficile - per escursionisti
Ombra
3
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Fanano
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Ospitale – Passo del Colombino – Cima Tauffi – i Balzoni – Passo di Croce Arcana – Lago Scaffaiolo – Corno alle Scale – Rifugio delle Malghe – Cinghio Sermidiano

Lasciato la macchina alla fontana vicino allo stabilimento che imbottiglia l’acqua del M. CIMONE, ritornato sulla piazzetta e preso il sentiero 419, il primo tratto è dentro il bosco si attraversa un fosso, si arriva su una strada asfaltata seguirla andando a destra .si passa in mezzo ad alcune case e qui inizia il sentiero, subito dopo all’ incrocio andare a destra e all’ incrocio successivo a sinistra su 419. Dopo aver attraversato un ruscello su un ponte si arriva al vecchio borgo di MIRANDOLA, il sentiero va sempre in salita costante senza strappi e sempre dentro il bosco all’ incrocio andare a destra fino a raggiungere il crinale al PASSO DEL COLOMBINO, ora si va a sinistra su 425, il primo tratto è in mezzo a pini mugo, poi un pò dentro il bosco per poi uscire definitivamente fino ad arrivare in leggera salita alla CIMA TAUFFI. Andare a sinistra su GEA 00 tutto sul crinale ,il panorama su questo crinale è veramente bello, si alternano tratti in salita a tratti in discesa passando dal COLLE ACQUA MARCIA-BALZONI-VISTA DEL PARADISO fino a raggiungere il PASSO CROCE ARCANA, proseguire sempre su GEA 00 , si passa sotto al M. SPIGOLINO (se qualcuno lo desidera si può anche andare sulla cima) ,poi in leggera salita si arriva al LAGO SCAFFAIOLO dove c’è il RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI. Si prosegue sempre su GEA 00 a mezza costa per poi riprendere la salita sul crinale fino al PASSO STROFINATOIO dove si lascia il GEA 00 per andare a sinistra in salita su 129 fino a raggiungere il CORNO ALLE SCALE e poi la PUNTA SOFIA,  da queste cime il panorama è bellissimo. Si ritorna al PASSO STROFINATOIO per andare a destra su 329A , il sentiero va sempre in discesa, si passa vicino al RIFUGIO SASSETO,  fino a incontrare una strada sterrata ,qui andare a sinistra seguire la strada che passa vicino al RIFUGIO DELLE MALGHE , poco dopo si lascia la strada proseguire diritto , si passa sotto la seggiovia per poi arrivare ad un incrocio dove si va a destra in discesa su 401 , all’ incrocio successivo andare a sinistra su 411 subito dopo si riprende la salita fino ad arrivare sul crinale , dove c’è un incrocio ,io qui sono andato a destra ( per 100 m) fino al CINGHIO SERMIDIANO dove il panorama e veramente bello, per fare una sosta .Ritornare all’incrocio e andare a destra su 411, si va sempre in discesa, si incontra una larga mulattiera attraversarla andare diritto ,si incontra una seconda mulattiera ,sempre diritto e poco dopo a sinistra si trova un ruscello ,costeggiarlo sempre fino ad attraversarlo su un ponte ,ora il sentiero diventa una vecchia mulattiera sassosa fino alla CA’ DI CECCHINO, si prosegue sempre fino ad incontrare la strada asfaltata che si seguirà sempre passando in mezzo a due gruppi di case , all’ incrocio con un’ altra strada andare a destra e subito dopo si arriva.

N.B. IL TEMPO DI PERCORRENZA SENZA SOSTE E’ DI CIRCA 7,30 ORE E IL DISLIVELLO TOTALE IN SALITA E’ DI 1630 m.

Distanza totale: 27444 m
Altitudine massima: 1945 m
Altitudine minima: 946 m
Total time: 09:42:24
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Relive ‘Fanano’

  1. Alba al BORGO DI MIRANDOLA
  2. M. CIMONE dalla CIMA TAUFFI
  3. Sentiero GEA 00
  4. Sentiero GEA 00
  5. Sentiero GEA 00
  6. Crinale dal M. CIMONE al PASSO CROCE ARCANA
  7. PASSO DELLA CROCE ARCANA
  8. PASSO DELLA CROCE ARCANA
  9. Sentiero GEA 00 nel M.SPIGOLINO
  10. LAGO SCAFFAIOLO
  11. RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI
  12. CORNO ALLE SCALE
  13. Croce sulla PUNTA SOFIA
  14. RIFUGIO LE MALGHE
  15. CINGHIO SERMIDIANO
  16. Panorama dal CINGHIO SERMIDIANO
  17. Gregge di capre
  18. Marmotta sul CINGHIO SERMIDIANO
  19. ALPI APUANE viste dal CORNO ALLE SCALE

11 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on luglio 20, 2019 Rispondi

    Bel giro Luciano, anche le foto in wide verticale come Paola che sono bellissime. A questi giorni penso che ci sia più fresco rispetto alle nelle nostre colline. Ciao.Ps. Io lo salvo, una volta fatto partire, come mp4 su Relive e poi lo passo su Windows live Movie Maker che permette molte possibilità

    1. Navtrekking_adm said on luglio 20, 2019 Rispondi

      Molto curiosi di conoscere quali possibilità sfrutti! 😉

      1. Pier Giorgio said on luglio 20, 2019 Rispondi

        Aprire il percorso NavTrekking che interessa e su cui c’è Relive (Come già detto Relive può essere utilizzato anche per proprio conto caricandoci i propri percorsi(non più vecchi di un mese) basta registrarsi e dopo accettato, ti mandano la e-mail su cui c’è da elaborare il video)
        comunque….
        Fare partire Relive
        Mentre scorre il live (ripeto, mentre scorre) cliccare con il tasto destro del mouse su “Salva video come” nel menu contestuale che appare. Se appare altro ripetere la manovra.
        Scegliere una cartella su cui salvare l’MP4, nominandolo come ti pare.
        aprire il file con qualsiasi programma grafico di cui si dispone e che supporti MP4.
        Ce ne sono a decine gratuitamente downloadabili. Se serve te ne indicherò alcuni.
        Il gioco è fatto.
        In questi casi, apro i filmati MP4 con “Windows Live Movie Maker” (versione 2011(build 15.4.3555.0308) con cui puoi elaborare molte cose.
        Se serve, il PC che uso di solito ha windows 7. Dovrebbe funzionare però con altre versioni.
        Alcuni altri di grafica:
        IrfanView funziona (menu con tasto destro- possibilità tutto schermo o rallentamento)
        UM Player idem
        Universal Media Player altre possibilità da menu
        XnView for windows
        Decine di altri da farci delle prove come quelli professionali che fanno di tutto, anche con le foto, ma qui lasciamo stare.
        Buon divertimento….ciao

        ps: Andrea, se lo ritieni opportuno, fai passare le indicazioni magari su forum o blog che possono essere utili a qualcuno.

    2. luciano49 said on luglio 20, 2019 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio, sempre felice di risentirti, come va il tuo piede, incomincia a migliorare ? Speriamo di vedere presto qualche tuo giro, forse riuscirai ad andare meglio in bici prima di avventurarti su dei sentieri.
      I percorsi in 3D sono veramente belli e vedo che tu MAGO DEL COMPUTER li vai ad elaborare, spero con le tue istruzioni di riuscire a fare qualcosa anch’io. Si in questo periodo preferisco andare a fare qualche escursione in alto perchè si sta molto bene anche se facendo tutto in giornata tra andata e ritorno diventa impegnativo, ma la voglia è tanta.
      Ciao a presto e FORZA

      1. Pier Giorgio said on luglio 20, 2019 Rispondi

        Proprio così, Luciano.. dopo quasi due mesi comincio a fare qualche passo zoppicante, ma in bici vado benissimo(pochi km)
        E penso di essere fortunato perchè la frattura era composta e ho fatto ginnastica anche col gesso. Sono in riabilitazione “fai da me”. A parte i gonfiori e ancora dolorini…ma la paura anche di una storta o frattura incombe e per questo sempre porto scarponi alti fuori e in casa.
        Ma devo farmi passare l’invidia (in senso buono) che ho di te e di tutti gli altri. perchè a un affamato legato vedere altri mangiare piatti di tagliatelle…..
        Ciao e buone passeggiate…sempre.

        1. luciano49 said on luglio 20, 2019 Rispondi

          Pier Giorgio, hai ragione deve essere veramente dura rimanere fermi e guardare gli altri ma tieni duro e vedrai che se fai tutto con calma riprenderai l’importante dopo è tenere la caviglia protetta da scarponi molto alti ( anch’io anche in piena estate porto scarponi in pelle per precauzione) Grazie per le istruzioni me le studierò bene prima di fare la prova
          CIAO

  2. luciano49 said on luglio 20, 2019 Rispondi

    Allegato

    Qualcuno mi deve spiegare questa cosa: queste foto le ho fatte sulle pendici del M. SPIGOLINO ( 1820 m) , che cosa ci faceva un capriolo a più di 1700 m di quota in mezzo ai mirtilli fuori dal suo habitat ? Sinceramente io sono rimasto molto sorpreso, speravo fosse un muflone visto che poco distante dal M. SPIGOLINO ci sono rocce.
    Un saluto e grazie

    1. Navtrekking_adm said on luglio 20, 2019 Rispondi

      Allegato

      Non so se possa essere il reale motivo, ma una delle conseguenze dell’innalzamento delle temperature globali è lo spostarsi nella stagione calda degli ungulati ad altitudini maggiori.
      La foto che allego mostra la variazione di quota pre e post 2002 degli abbattimenti per specie.

      1. Pier Giorgio said on luglio 20, 2019 Rispondi

        Può essere, ma dai grafici emerge che, ovviamente a discendere, caprioli ne hanno abbattuti anche a 2400 – 2600 pochi credo, ma almeno quelli da fare numero casistico. Penso però che fra Appennino e Alpi ci sia differenza. Quello di Luciano era forse una “pecorella smarrita”. Spesso io ne ho visti più di uno insieme.

      2. luciano49 said on luglio 21, 2019 Rispondi

        In effetti dai grafici sembra che la maggior quantità per gli abbattimenti sia su quella quota e oltre, non sapevo di questa cosa e come dice Pier Giorgio forse si era smarrito io nel nostro appennino a quelle quote non ho mai visto nulla, neanche cervi o daini, un indizio è anche che non si trovano escrementi di questi animali .

  3. luciano49 said on luglio 20, 2019 Rispondi

    Allegato

    Altra foto

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