Passo Tre Croci – Cime di Malquoira – Rifugio Vandelli – Lago Sorapis – Passo Tre Croci

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
A Facile -Turistica
Ombra
1
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Dobbiaco
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Passo Tre Croci – Cime di Malquoira – Rifugio Vandelli – Lago Sorapis – Passo Tre Croci

La meta è il Lago Sorapis, uno dei più belli delle Dolomiti. Abbiamo dormito a Dobbiaco. La mattina siamo partiti con calma perchè il percorso non era lungo e abbiamo fatto in tempo a vedere passare la loro tradizionale e molto folkloristica processione (foto 1). L’escursione è iniziata al Passo Tre Croci, a 1791 metri, lungo il sentiero 215 che non abbiamo più abbandonato. Il percorso si snoda tutto in una bella foresta di aghifoglie con una ascesa leggera che sale di appena 200 metri in 6 km.. E’ un trasferimento per aggirare le Cime di Malquoira, la montagna che ci separa dal lago. Il percorso è facile ma molto vario, con continui saliscendi e anche con passaggi assistiti da corde e due scale, molto comode. Dopo aver girato intorno al monte comincio ad intravedere il massiccio del Sorapis (foto 2) e, più avanti, mi appare la montagna in tutta la sua maestosità (foto 3). A 1926 metri incontriamo il rifugio Vandelli, famoso luogo di partenza per le bellissime ferrate che volano sulle cime dell’Alta Via delle Dolomiti (foto 4). Il lago ormai è vicino e mi stupisce subito per il suo bellissimo colore cobalto dovuto al limo in sospensione nell’acqua; colpisce anche la maestosa vetta che lo sovrasta (2206 m) chiamata Dito di Dio, la montagna tocca il cielo con un dito (foro 5). E’ un lago glaciale creato da un ampio ghiacciaio il cui letto è ora un anfiteatro semi vuoto (foto 6), uno dei tanti ghiacciai neri, coperti ormai solo di detriti scuri. Ne restano solo le tracce nelle rocce erose dal ghiaccio. In verità qualcosa rimane: tre piccoli ghiacciai resistono nella parte più alta della conca, in attesa della loro fine. Ho toccato con mano la rapidità di questo triste fenomeno: trenta anni fa ero lì e il ghiacciaio copriva ancora più della metà della conca. Nella foto si vede una persona pronta a tuffarsi e altre nella “spiaggetta” di fronte che ho visto buttarsi in acqua. Ai bagnanti hanno dovuto mettere una multa salata, 500 €, per non fare inquinare il lago; ma non sembra sufficiente. Abbiamo fatto ritorno sullo stesso sentiero dell’andata, il 215. Ho incontrato un bellissimo rododendro (foto 7) di una specie piuttosto rara, molto resistente al freddo.
Un trekking non  impegnativo ma una passeggiata che vale certamente la pena di fare, molto bella.

Distanza totale: 12547 m
Altitudine massima: 2000 m
Altitudine minima: 1785 m
Total time: 09:39:13
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Relive ‘Lago Sorapis’

  1. 1 - Tradizionale processione a Dobbiaco
  2. 2 - Il Sorapis appare
  3. 3 - Il suo grande anfiteatro
  4. 4 - Il rifugio Vandelli
  5. 5 - Il lago turchese e il Dito di Dio.
  6. 6 - La grande conca vuota
  7. 7 - Al ritorno un rododendro molto bello.

2 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on ottobre 10, 2019 Rispondi

    Bellissima escursione e servizio, ciao.

    1. Giuseppe Guadagno said on ottobre 10, 2019 Rispondi

      Grazie Pier Giorgio.
      Le montagne ti stanno aspettando.
      Ciao.

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