Lizzano in Belvedere (BO), Pianaccio , Rifugio Segavecchia – Passo del Cancellino – Poggio delle Ignude – Passo dei Malandrini – Passo della Pedata del Diavolo – Passo del lupo – Passo della donna morta – Monteacuto delle Alpi

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Lizzano in Belvedere
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Lizzano in Belvedere (BO), Pianaccio , Rifugio Segavecchia – Passo del Cancellino – Poggio delle Ignude – Passo dei Malandrini – Passo della Pedata del Diavolo – Passo del lupo – Passo della donna morta – Monteacuto delle Alpi

Seguiamo la strada nella foresta fino al Rifugio Segavecchia con 12 posti letto, aperto tutto l’anno (foto 1). Ci si può arrivare anche in macchina. Dai 913 metri del rifugio su su per il sentiero 121, in una foresta di faggi molto bella, fino ad arrivare ai 1630 metri del Passo del Cancellino (foto 2 e 3), in vista del Corno delle Scale. Qui il paesaggio cambia completamente, il percorso (sentiero 00 AVP) corre sulla parte alta dei monti, nell’erba, senza un albero (foto 4); i sentieri sono tutti esposti, ma molto sicuri, spesso corrono sui crinali quindi i panorami sono bellissimi, aperti da tutti i lati, a volte a 365° (foto 5 e 6). Si sale e si scende di poco, si viaggia sempre tra i 1600 e i 1800 metri. Arriviamo al Monte Uccelliera, 1704 metri,  poi proseguiamo diritti verso il Passo della Nevaia (foto 7). Arriviamo al Poggio delle Ignude (1732 m.) forse chiamato così per la sua cima completamente spoglia, ma è come le altre cime intorno. Ora viaggiamo lungo il limitare della foresta, entrando e uscendo continuamente dal bosco, ma possiamo ammirare ancora le splendide faggete che rivestono i nostri Appennini (foto 8). Arriviamo al Passo della Nevaia (1635 m.) e al Poggio dei Malandrini (1658). Ora scendiamo un po’ ed entriamo definitivamente nella foresta dalla quale non usciremo più fino alla fine dell’escursione. Al Passo dei Malandrini (1577 m. foto 8) sul sentiero 3 incontriamo il Rifugio del Montanaro (chiuso); da lì, sempre sul sentiero 3, scendiamo fino al Passo della Pedata del Diavolo (1362 m.) risalendo fino ad incontrare il sentiero 35, per il Rifugio Porta Franca (1580 m. chiuso). Imbocchiamo il sentiero 5-AVP per il Passo del Lupo, poi sono entrato nella strada forestale per Segavecchia, una mulattiera che mi avrebbe riportato al Rifugio Segavecchia e alla macchina; strada facendo però ho pensato che ero molto curioso di capire perchè a un passo e ad un rifugio si possa dare il nome di donna morta; inoltre che mi sarebbe piaciuto fermarmi la notte nel bel paesino di Monteacuto delle Alpi invece di montare in macchina a fare due ore e mezzo di strada fino a casa. Così sono tornato indietro fino ad incontrare il sentiero 111 che finisce a Monteacuto.  Dà lì è cominciata la lenta discesa fino al Passo della Donnamorta (1366 m.) con l’omonimo piccolo rifugio (foto 9). Sulla bacheca a fianco del rifugio ho letto che il nome della costruzione, nuovissima, è legato ad una storia della guerra tra tedeschi e partigiani ma il vecchio nome del passo, quello originale, nasce da una leggenda secondo la quale una donna e il suo bambino, sorpresi da una bufera di neve, furono ritrovati senza vita soltanto quando le nevi si sciolsero. Continuiamo a scendere nella foresta fino agli 890 metri di Monteacuto. Da lì alla macchina non c’era molto ma avevo deciso di fermarmi.
Con poca strada in più è possibile chiude l’anello di una camminata che mi è piaciuta molto, sulle cime aperte con bei paesaggi e poi tutto in una foresta rigogliosa. C’è anche un po’ di acqua e tante piante di mirtilli e lamponi. Quei posti hanno nomi suggestivi, non tutti allegri in verità ma che creano emozione: ignude, malandrini, passo della pedata del diavolo, lupo, donna morta. Per concludere, ho scelto una foto adatta al tema emotivo! (foto 10)

 

Distanza totale: 29442 m
Altitudine massima: 1690 m
Altitudine minima: 844 m
Total time: 15:03:17
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Relive ‘Rifugio Segavecchia’

  1. 1 - Il rifugio Segavecchia.
  2. 2 -Lassù il Passo del Cancellino, ci siamo quasi.
  3. 3 - Sul passo, tutto a sinistra.
  4. 4 - Ora i sentieri corrono sempre nelle parti più alte, aperte, senza alberi, su piste esposte e sui crinali.
  5. 5 - Sentieri panoramici con belle vedute da ogni lato.
  6. 6 - Le piste sono strette ma sicure. La Chicca è sempre in cerca.
  7. 7 - Dal Monte Uccelliera proseguiamo diritti sempre sul sentiero 00
  8. 8 - Ammiriamo ancora le splendide faggete che vestono i nostri Appennini
  9. 9 - Il passo e il rifugio della Donnamorta.
  10. 10 - Il cimitero di Monteacuto delle Alpi. Nel paese vivono 33 persone, sono di più quelle che riposano in pace in questi luoghi bellissimi.

5 comments

  1. luciano49 said on novembre 19, 2019 Rispondi

    Ciao Gigi, altro bellissima escursione, in effetti è come dici tu in quella zona ci sono monti e passi con nomi stranissimi mi sembra anche che vicino al rifugio della DONNAMORTA ci fosse anche un monte chiamato ROMBICCIAIO, ci passavo quando da PRACCHIA andavo al CORNO ALLE SCALE passando dal M. COCOMERO (percorso che sono alcuni anni che non faccio più perchè discretamente impegnativo ) . Queste zone da adesso fino ad aprile diventano quasi OFF LIMIT se cadrà molta neve .
    Ciao e a presto

    1. Giuseppe Guadagno said on novembre 19, 2019 Rispondi

      Luciano, ho visto il percorso che hai fatto dal Monte Cocomero, bello e molto impegnativo. Ci sono altri nomi strani di posti a cui sono passato a fianco o molto vicini: Balzi dell’Inferno (in tema), Poggio delle Scodelle, Balze dei Finocchi, Pian della Zucca, oltre a Monte Cocomero, più lontano. C’ è anche una cascata dell’Acqua Caduta! Qualcuno sembra essersi divertito.
      Grazie, ciao.

  2. paolanensor said on novembre 25, 2019 Rispondi

    Gigi…fra te e @luciano49 fate paura! Ma quanto camminate??? Io vi ammiro moltissimo, sappiatelo!

    1. Giuseppe Guadagno said on novembre 25, 2019 Rispondi

      Grazie. Beh anche tu nn scherzi.

      1. Paola Nensor said on novembre 25, 2019 Rispondi

        No no…io al massimo arrivo a fare una ventina di km. Sono libera dal lavoro solo la domenica e se prendo su qualcuno vuol partire sempre troppo tardi per i miei gusti. Voi fate impressione, ahah

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