S. Eremo di Camaldoli – Lama – P.sso della Bertesca – P.sso della Crocina – R.gio Fangacci – Prato alla Penna – S. Eremo di Camaldoli

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Panoramico
3
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
1
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Poppi
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S. Eremo di Camaldoli – Lama – P.sso della Bertesca – P.sso della Crocina – R.gio Fangacci – Prato alla Penna – S. Eremo di Camaldoli

Un bel giro ad anello con partenza dal CAI 70 . Guardando la costruzione del Sacro Eremo dal davanti si prende il sentiero a sinistra che costeggia le mura fino alla fine (attenzione perchè da quel punto parte anche il CAI 68) . Si sale fino a raggiungere il Gioghetto per poi iniziare la discesa degli Acuti (CAI 229) dove ho finalmente trovato la lapide di cui ci parlava il grande @pier-giorgio-saviotti! E si prosegue fino ad arrivare alla Lama. Niente….in questo posto c’è una luce particolare se si ha modo di vederlo senza troppa ressa, e oggi non c’era nessuno.  A questo punto si imbocca in salita il CAI 223, guadando prima però il Fosso dei Forconali e sbuchiamo nella radura dov’era la famosa vetreria di Karl Siemon. Si prosegue  verso il Passo della Bertesca, dove ci sono fra le più belle e mastodontiche abetine che abbia mai visto.  si arriva al bivio e qui si inserisce  il CAI 207 che si dirige verso il Passo della Crocina dove in effetti ho trovato un pò di neve. Arrivati al bivio si prende lo 00 fino all’Aia di Guerrino per poi sbucare subito dopo al rifugio Fangacci. Proprio davanti al rifugio lo 00 prosegue in salita verso il Prato alla Penna, ma appena terminato il sentiero si attraversa la strada e si scende a sinistra sempre sulla strada di circa 20/30 metri perchè subito a destra si può imboccare il CAI 74 che arriva di nuovo fino al Sacro Eremo di Camaldoli.

Finito il percorso mi sono fermata a vedere la maestosità del castagno Miraglia di cui vi allego foto  (assieme al mio meraviglioso zaino ovviamente) ma che tutti conoscerete già: 12 metri di diametro alla base, si dice che l’età vada dai 300 ai 500 anni. Anche con quell’apertura longitudinale l’albero continua a vivere

P.S. Un ringraziamento a Navtrekking per la bellissima mission proposta, un altro a chi la lapide la posò e ne parlò su questo sito, quindi a Pier Giorgio Saviotti, e un grazie anche a Luciano49 che senza saperlo mi ha incoraggiata a fare la mia prima escursione in solitaria.

 

  1. Sacro Eremo di Camaldoli
  2. In alto a sinistra la lapide da lontanto
  3. Che non si pensi che non l'ho fatta io....
  4. verso la Lama
  5. Rifugio alla Lama
  6. Nursery
  7. Passo della Crocina
  8. Castagno Miraglia

34 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

    Grande!…Grande!…Paola, non ho parole, Evviva. Ho aperto Nav stamattina perchè me lo sentivo che c’eri tu.
    La lapide mission finalmente è stata riscoperta. Spero mi racconterai i particolari e se il disegnino ti ha aiutata. Ciao.

    1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio. Grazie, sei troppo gentile. Il disegnino era meraviglioso ma bastavano poi le tue indicazioni. In verità pensavo fosse in un altro posto. Più in basso per capirci. Che ridere quando l’ ho vista. Ho fatto un paio di salti dicendo a voce alta: ” l’ ho trovata! L’ ho trovata!”. Meno male che non c’ era anima viva. Poi volevo fare un giro che non fosse quello che avevo già postato. Mi è piaciuta molto la zona dietro alla Lama, avevo visto quel sentiero ma non sapevo dove portasse. Ma la cosa che mi ha dato più soddisfazione ( oltre ad aver trovato la lapide) è stata di aver trovato il coraggio di farla da sola. Sono contenta.

      1. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

        Verissimo, I migliori compagni sono la propria mente e il proprio corpo.

  2. luciano49 said on Aprile 1, 2019 Rispondi

    Un EVVIVA per PAOLA, non ci potevano essere dubbi che la nostra INDIANA JONES al femminile potesse fallire in questa MISSION.
    BRAVISSIMA, il prossimo mese programmerò un percorso in zona, non so se chi arriva secondo o terzo ha un premio di consolazione, ma per i veri sportivi “L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE” e poi mi farà piacere vedere la targa di PIER GIORGIO.
    CIAOOOOOOOOO

    1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

      Grazie Luciano. Fra un po’ mi fate commuovere con tutti sti BRAVA! Vedrai che quando la trovi dirai che era facile. Segui le indicazioni di Pier Giorgio e non ti puoi sbagliare. Io avevo fatto lo screenshot del disegno e della sua foto. Trovata senza problemi. Ma è stato divertentissimo. Fai bene ad andare a vederla, perché dalla foto non si capisce benissimo ma è perfettamente conservata.

      1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

        Dì la verità che l’hai lucidata ben bene prima della foto!
        Ha esattamente i miei anni quella targa!

        1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

          Diciamo che ho lucidato più la mia faccia che la targa visto che faccio pena a fare un selfie. Mi sa che è anche il mio anno di nascita il 1971 e quindi abbiamo gli stessi anni Andrea

          1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

            Si’ ma a me il tedesco non mi ha ancora raggiunto! Non tuo marito, cara Tedesca, ovviamente mi riferivo al Dott. Alzheimer!
            Come MI SA che anche il mio anno è il 1971? Dimenticato? Ahahahah

            1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

              Era solo un intercalare caro Andrea…purtroppo non me lo dimentico il mio anno di nascita. Ahah. E il mio soprannome, la tedesca, non è dato solo dal mio modo di lavorare. Ma anche dalla mia prodigiosa memoria. Cosi dicono. 😏

              1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

                Beata te! Io sono il re degli smemorati, sia a breve che a lungo termine!
                L’unica cosa che ho è il senso di orientamento, quello sì che è infallibile!

                1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

                  Ecco…allora in due facciamo una testa sola, ahah. Una volta o l’ altra organizzeremo qualcosa da fare per conoscerci tutti insieme. Tipo una cena o una pizzata. La butto là così ovviamente.

        2. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

          Ho notato qualche crepa nel supporto roccioso….speriamo bene. Ma sicuramente qualcuno l’andrà a rivedere ed eventualmente a ripristinare. Ho ritrovato una vecchia foto del trentennale…eravamo una ventina a rivisitarla. Ciao a tutti.

  3. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

    Grande Paola! Anche per esserti lanciata all’avventura in solitaria!
    La mission caro @luciano49 dura fino al 31/05 quindi è ancora aperta e sarà valida per i punti del concorso annuale.
    Unico vincolo è che ovviamente un tracciato identico a quello di @paolanensor non verrà ovviamente ri-pubblicato , ma sarà valido per il punteggio.

    E contentezza anche per @pier-giorgio-saviotti che ha potuto rivedere la sua targa!

    1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

      Grazie Andrea. Ne farò altre da sola perché mio marito lo scorso trek contrattura muscolare ad una gamba e quindi è fermo. La prossima domenica sicuramente saremo da amici ma vedrò quelle dopo. Poi se mi perdo mi verrete a prendere no?

      1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

        Certo stai tranquilla!

        Poi ti ricordo, e qui parte lo sfregamento delle dita contro il petto nel caratteristico gesto di autostima massima, che il tuo fantastico zaino ha incorporato un ripetitore Recco, quello usato per il soccorso in caso di valanghe!

        1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

          Ok…lo sapevo…ma non sto messa così male. Al limite torno indietro e senza dirvi niente ( per la mia autostima) non vi posto il percorso.

  4. luciano49 said on Aprile 1, 2019 Rispondi

    Scusa Paola ma non riesco a capire cosa sono quei cosini neri nella foto NURSERY e poi non ho mica mai visto quel bellissimo castagno, bisogna che vada a vederlo, il percorso che hai fatto è tosto dalla LAMA alla CROCINA ci sono 5,5 km sempre in salita.
    BUONA SERATA A VOI

    1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

      Nella foto sono stata vaga perché non ho ben capito. Ho fatto anche un video…non sembrano girini di rana, però le uova erano tante. Sembrano anche uova di tritone. Quindi alla fine non ero sicura e ho scritto solo nursery, ahah. Il castagno Miraglia è fuori dal percorso ma se guardi su internet ha una bella storia. Se parcheggi con la macchina accanto al rifugio forestale di Metaleto ( fra Camaldoli e l’ Eremo) ti fai a piedi 100 metri e lo vedi subito. Attenzione a non andare dal passo Fangacci all’Eremo perché è chiuso fino a maggio. Vai a Camaldoli, la attraversi e segui le indicazioni per Eremo. 6 km e ci sei. Ti dirò che ho scoperto che era una salita tosta solo lì. In effetti oggi sono un po’ ammaccata. Ma a te chi ti ammazza???

      1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

        Dovrebbero essere girini di rana temporaria (o rana rossa) comuni oltre che nelle zone alpine anche nel casentino.
        E vivono bene con i tritoni, quindi trovarli nella stessa pozza è facile.
        Ma a guardarli bene potrebbero essere i piccoli della famosa Salamandra degli Acuti, presente solo in zona!

        1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

          Quando ci andrà Luciano saranno un po’ cresciuti. Magari capirà lui cosa sono.

          1. Navtrekking_adm said on Aprile 1, 2019 Rispondi

            Allora aspettiamo il reportage fotografico di Luciano!

            1. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 4, 2019 Rispondi

              Intanto se ti fai la geolocalizzazione sulla foto di Paola, trovi il punto esatto della pozza degli animaletti (vicino alla Lama) 43.830278N,11.837778E hahaha poteri dell’informatica.

  5. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

    Grazie a tutti per l’impegno. Questa sorta di caccia al tesoro ha avuto per me e per gli altri Acuti che sono ancora rimasti e che possibilmente provvederò ad informare, se quelli più giovani non ci sono ancora andati, un significato simbolico importante.

    1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

      Grazie a te Pier Giorgio per le belle cose che ci racconti. Sono a mio avviso storie preziose, onorata di sentirle. Che gruppo gli Acuti. Un po’ di invidia ce l’ ho. Amiche ne ho provate a coinvolgere ma con scarsi risultati. Un gruppo così è un sogno per me. Ma intanto me la godo lo stesso! Buona serata

      1. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

        Proprio così…una cosa d’altri tempi. Nessun impegno e tanti impegni, Nessuna gara, ma tanto altro, Avventure, ritrovi in vecchie case di montagna di proprietà di qualcuno, raggiunte specie di sera e notte senza badare a pioggia neve fulmini, pasti frugali chiamati “mastigoni”, discussioni a tema anche mistico, cantate e suonate chi la chitarra chi il flauto, chi (io) l’armonica, Portavamo su di tutto, chiunque era ben accetto, preti locali ma anche orientali, primari ospedalieri e medici, professionisti, insegnanti, poeti, scrittori di trattati e pubblicazioni, bancari, ….regolarmente a piedi e sovente con la sola luce della luna. La casa che abbiamo frequentato per tanti anni, prima di Monte Colombo partendo da San Cassiano era priva di tutto, vecchia di 250 anni, Ca’ de Ghezz, ora in quasi rovina, ma ancora piena di ricordi. NO non si ripeterà più.

        1. Mario Rossi said on Aprile 1, 2019 Rispondi

          Allegato

          Ecco la casa degli Acuti!

          1. Paola Nensor said on Aprile 1, 2019 Rispondi

            E grande Mario! Chissà cosa dirà Pier Giorgio….

            1. Mario Rossi said on Aprile 1, 2019 Rispondi

              Ci sono passato spesso nelle mie escursioni e in effetti come dice Pier Giorgio attualmente è messa davvero male. Ma oltre che la casa del Gesso l’ho sempre conosciuta anche come casa degli Acuti! E solo ora capisco perchè!

            2. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

              Poteva anche essere una nuova Mission. Come quella che alcuni Acuti fecero nascondendo sottoterra una cassetta di legno piena di bottiglie di vino pregiate e che ritrovammo dopo anni di ricerche- Al Monte del Tesoro, guarda caso.

          2. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 1, 2019 Rispondi

            Ecco, proprio quella la “vecchia bicocca”…..

  6. luciano49 said on Aprile 2, 2019 Rispondi

    Ciao ragazzi ( e voi siete proprio ragazzi-e) ho letto tutte le discussioni , a vedere la targa certamente ci andrò, pensavo di partire dal PASSO DELLA CALLA per cambiare parte del percorso di PAOLA, quindi non so se riuscirò ad andare a vedere il castagno si allunga troppo , oppure partire dalla SIEPE DELL’ ORSO devo vedere. Per gli animalini strani come ANDREA ha ipotizzato potrebbero proprio essere salamandre , per i girini è troppo presto, quando si andava a trote le corone dei girini nei ruscelli si vedevano non prima di maggio.Quando ci andrò PAOLA mi dirai a grandi linee la zona cosi’ vedrò se ci saranno ancora che creature sono.
    Una buona serata a TUTTI VOI

    1. Paola Nensor said on Aprile 2, 2019 Rispondi

      Ciao Luciano. I girini li trovi prima di arrivare alla Lama. Sono nelle acque stagnanti, non nel ruscello che scorre. Io come sai sono arrivata dagli Acuti, quindi li ho trovati nel fosso a destra mentre scendi verso il rifugio. Ce ne sono diversi di raggruppamenti di uova. Anch’ io non penso siano girini di rana perché erano diversi, più allungati.

    2. Navtrekking_adm said on Aprile 4, 2019 Rispondi

      Sai che aspettiamo il reportage delle bestioline!!

  7. Pier Giorgio Saviotti said on Aprile 2, 2019 Rispondi

    Vale per tutti, ma all’infuori del sottoscritto..purtroppo.
    Dalla Calla è più facile e si perde meno tempo che andare giù a Poppi(Ponte a Poppi) dove arrivare all’Eremo è facile.
    Colgo l’occasione per precisare che la lapide porta l’anno di fondazione (1971), ma fu posta al Fosso un po’ dopo (non ricordo l’anno). Conto, peraltro, di recuperare tutti i volumi con le descrizioni dettagliate di tutta la quasi cinquantennale attività con almeno, fra l’altro, 20 o 30 mila foto.

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