Teruzzi – Cima di Morfasso – Monte Menegosa – Monte Lama – Colle Il Castellaccio – Groppo di Gora – Teruzzi

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Panoramico
2
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Morfasso
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Teruzzi – Cima di Morfasso – Monte Menegosa – Monte Lama – Colle Il Castellaccio – Groppo di Gora – Teruzzi

Dopo aver lasciato la macchina in un comodo parcheggio di fianco al cimitero di Teruzzi si segue il sentiero che sale comodamente attraversando il centro abitato. Appena terminate le case ho seguito il sentiero 903 evitando la deviazione a destra, che presenta un tratto classificato EE,  preferendo la via più agevole che sale regolarmente  fino alle pendici delle due “vette” Menegosa e Morfasso. Il paesaggio è brullo, a tratti lunare e la salita finale piuttosto ripida ma breve. Le due cime sono davvero vicine tra loro, a dividerle c’è una piccola prateria e sulla cima di Morfasso c’è un arco di roccia piccolo ma particolare. Ma tutta la zona è ricca di pinnacoli, archi e guglie bizzarre a testimoniare l’origine da vulcani sottomarini ed è  questa antica costa marina che seguiamo  verso sud arrivando in cima al  Monte Lama, famoso per la presenza di affioramenti di strati di diaspri rossi scuro e per meno felici scontri tra partigiani e fascisti . Qui le guglie lasciano il posto ad un tavolato piatto circondato da boschi di faggio e querce, testimone di quanto violenta sia stata la nascita geologica dei nostri Appennini dato che gli strati geologici più giovani sono anche i più profondi. Da qui iniziamo a seguire la variante alta della Via degli Abati fino al Colle Il Castellaccio superato il quale si entra  in una faggeta  che ci accompagnerà al Gruppo di Gora, uno sperone ofiolitico con una bellissima veduta. Impossibile non fermarsi sui suoi prati a sorseggiare dalla nostra borraccia (indispensabile dato che non ho trovato acqua potabile per tutto il percorso), anche per rifiatare prima di iniziare l’impervia discesa. L’escursione è bella perchè varia, alterna boschi a zone aspre e brulle dai colori scuri che caratterizzano le cime, senza mai risultare particolarmente faticosa.

 

Distanza totale: 12862 m
Altitudine massima: 1359 m
Altitudine minima: 992 m
Total time: 04:35:19
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  1. Verso il Monte Menegosa
  2. Arco di roccia sulla Cima di Morfasso
  3. Colle Il Castellaccio
  4. Dischi volanti sul colle.

2 comments

  1. luciano49 said on Marzo 21, 2020 Rispondi

    Ciao Andrea, guardando le foto mi sembra che tu abbia fatto un’ escursione in una zona molto diversa dalle solite, le rocce della foto mi sembravano come di origine vulcanica o come quelle di un meteorite.
    Ciao e a presto.

  2. Navtrekking_adm said on Marzo 23, 2020 Rispondi

    Sì Luciano, le origini sono vulcaniche, Le cime stesse sono ofioliti, strati di crosta terrestre che sono emersi durante eruzioni sottomarine, poi la nascita degli Appennini e la loro trasformazione hanno fatto il resto, spostando il materiale roccioso anche a distanze notevoli. Nel caso di Monte Lama poi questi movimenti sono riusciti anche a ribaltare gli strati. E’ una passeggiata non impegnativa, con cime basse e in una zona dove difficilmente riesci a organizzare un bel percorso da 30 km come di solito fai tu, ma è effettivamente un paesaggio diverso da quelli a cui gli Appennini ci hanno abituato.

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