Tredozio – Monte Campaccio – Cozzo del Diavolo – Passo del Tramazzo – Monte Collina – Monte Freddo – Vulcano della Busca

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Panoramico
2
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
C Poco difficile - per escursionisti
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Tredozio
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Tredozio – Monte Campaccio – Cozzo del Diavolo – Passo del Tramazzo – Monte Collina – Monte Freddo –  Vulcano della Busca

N.B. QUESTO PERCORSO PUO’ ESSERE FATTO  ( PER PERSONE ALLENATE) ANCHE IN MTB, IL TRATTO CHE NON SI RIESCE A FARE E’ DALL’ INCROCIO PER IL LAGO PONTE AL COZZO DEL DIAVOLO E LA SALITA AL MONTE SACCO

Da TREDOZIO si prende la strada asfaltata che tutta in salita ci porta al PASSO DELLA COLLINA qui si lascia la strada e si va a sinistra su strada sterrata che passando dalla COLLINACCIA arriva a CAMPACCIO, si oltrepassa la sbarra e si continua in salita su 553. La prima parte del sentiero è molto larga e si si snoda tutto sul crinale, il panorama è bello, si tralasciano gli incroci che vanno verso destra (M. DEL TESORO e TREBBANA) proseguendo sempre per il crinale si passa dal M.CAIBANO e M. CERRO, arrivati all’ incrocio per il LAGO PONTE si prosegue sempre diritto, la salita incomincia a farsi più impegnativa, PRESTARE ATTENZIONE ALL’ ULTIMO TRATTO QUANDO IL TERRENO NON E’ IN BUONE CONDIZIONI (oggi il terreno era talmente gelato che la punta del bastone non si piantava ma scivolava ma per fortuna ci si può aiutare attaccandosi agli alberi). Si arriva cosi’ in cima al COZZO  DEL DIAVOLO, ora si va a sinistra sempre su 553 e tutto in discesa si arriva al VALICO DEL TRAMAZZO, qui si attraversa la strada e si prende la strada forestale che dopo il primo tratto in salita,  poi in discesa e poi in piano ci permette di arrivare sopra la FONTE DEL BEPI (qui a sinistra ci sono I FAGGIONI) , subito dopo si arriva al MONTE COLLINA ora si abbandona la strada forestale e si prosegue sempre su 553 lungo il crinale. Lungo questo tratto di sentiero si incontrano 2 salite, la prima è al MONTE FUSO subito dopo si scende deviando  verso destra e la seconda è al MONTE FREDDO, poi inizia la discesa fino ad incontrare una larga mulattiera che ci porta sulla strada sterrata che si percorrerà fino a SOLARA DI SOPRA, ora prima che la strada incominci a salire si va a destra su una larga mulattiera che tutta in discesa ci porta a MONTALTO dove ci si immette in una strada sterrata che in leggera salita ci porta sulla strada asfaltata. Si va a sinistra e si segue la strada in salita, dopo circa 1 km lasciare la strada per andare a vedere il VULCANELLO DELLA BUSCA (su un campo a 100 m dalla strada), si ritorna sulla strada che si seguirà fino al MONTE BUSCA. Ora dopo il parcheggio del ristorante si va a sinistra su 571 che in salita ci porta alla CROCE DEL MONTE SACCO, poi inizia la discesa, si arriva su una strada privata, sulla destra oltrepassare il cancello e proseguire tenendo la sinistra, si passa sotto una casa, subito dopo si tiene a destra in discesa fino ad un cancello che noi oltrepasseremo, il sentiero diventa più largo si prosegue sempre sul crinale fino ad incontrare una strada privata cementata che si segue andando a destra fino sulla strada asfaltata che si seguirà fino a TREDOZIO.

N.B. DAL PASSO DELLA COLLINA FINO A SOLARA DI SOPRA E DAL MONTE SACCO FINO VICINO A TREDOZIO SI RIMANE SEMPRE SUL CRINALE.

N.B. IL TEMPO DI PERCORRENZA SENZA SOSTE E’ DI CIRCA 8 ORE E IL DISLIVELLO TOTALE IN SALITA E’ DI 1390 m.

Distanza totale: 31502 m
Altitudine massima: 1077 m
Altitudine minima: 326 m
Tempo totale: 09:50:21
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  1. Alba a CAMPACCIO
  2. Crinale del COZZO DEL DIAVOLO
  3. Sentiero per il COZZO DEL DIAVOLO
  4. I FAGGIONI alla FONTE DEL BEPI
  5. Panorama dal crinale di MONTE FREDDO
  6. MONTALTO
  7. IL vulcanello DELLA BUSCA

13 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 11, 2019 Rispondi

    Allegato

    Bello! Luciano il Cozzo del Diavolo non va verso Monte Bruno? ( io passavo per Monte Val dei Porri per scendere al Valico del Tramazzo per il comodo sentiero). Spesso in inverno si rende impegnativa, causa ghiaccio, la salita provenendo dal Passo della Collina” come hai fatto tu; ma peggio, a mia esperienza, la discesa-sempre direzione lato Passo Collina. Comunque bellissimo giro . Ciao.

    1. luciano49 said on febbraio 11, 2019 Rispondi

      Ciao Pier Giorgio, io la chiamo COZZO DEL DIAVOLO ma in realtà è come dici tu MONTE VAL DEI PORRI e dal monte si va verso il M. BRUNO e poi al valico PESCHIERA. In effetti farlo in discesa con terreno gelato o neve è discretamente pericoloso e quindi non consigliabile specialmente per noi che abbiamo una certa età .
      Ciao

  2. Hill said on febbraio 16, 2019 Rispondi

    Alternativa arborea : con una piccola deviazione prima di Monte Calbano si può ammirare una stupenda quercia secolare nei pressi di Trebbana. per poi riprendere il sentiero a Monte del Cerro.
    Così si raggiungono anche i 33 km complessivi dell’escursione, personalmente fattibili solo in motorino e con slitta al seguito d’inverno venendo giù verso il Tramazzo!

  3. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 16, 2019 Rispondi

    A Hill un po’ sfaticone… Già la quercia di Trebbana …l’avevo dimenticata, come i castagni secolari che si incontrano nel marradese; per esempio tra Albero e la Grotta del Romito.

    1. luciano49 said on febbraio 16, 2019 Rispondi

      Pier Giorgio, Hill scherza ma per andare a vedere la quercia bisogna anche scendere e risalire . Per quanto riguarda i castagni secolari è un pezzo che non vado in quella zona, li vedevo quando andavo a trote, mi studierò un percorso per andare a vedere se sono ancora in piedi.
      CIAO

      1. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 16, 2019 Rispondi

        Ehh, già..se uno ci vuol andare in motorino che vuol dire un po’ di saliscendi in più ??
        Trote….che bei ricordi! Rovigo, Lamone, Marzeno(Tramazzo), Campigno fino e oltre Farfareta, Rabbi, Acquacheta, Su da Lutirano e Ponte della Valle. e tutti i fossi possibili dove si prendevano le trote più belle in una pozza di 1 metroquadro, alzandosi alle 2 in febbraio e cominciando a pescare alle 4 al buio con kilometri in mezzo a vcegetazione, guadi, ed anche cadute in acqua con un freddo scannato. e sempre da solo. Ricordi….
        Anni9 ’60 e ’70 compreso anche pesca in mare e sui fiumi e barene del Po. oltre all’estero in Jugoslavia ecc. e nei fiumi alpini. Behhh ero un po’ patito. Poi una delle altre mie manie, l’escursionismo dovunque si potesse, tempo e problemi permettendo. Ricordi……

        1. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 16, 2019 Rispondi

          Luciano49, dimenticavo….Da Albero, Castagneto di Scheta, deviaz.a Grotta del Romito, risalita diretta sopra alla Grotta a Taglio della Regina oppure per sentiero ritornando un poco indietro; si raggiunge la strada (gasdotti) e il Lavane, poi giù a gradoni dalla sella (una volta ci sono arrivato persino in moto-un 450 non enduro! ma ho preso una grandinata e con un fango micidiale credevo di non farcela.) e su fino al Peschiena (00), poi ritorno sullo 00 verso Passo della Colla, Il ritorno a Biforco(Marradi) è a scelta in base alla gamba rimasta ( o tutto il giro dall’altra parte della vallata del Lamone o più corto come segue): Un percorso da me fatto varie volte girando da Poggio al Tiglio a dx , Ceccheta, Le Bucarelle, Femmina Morta, Busca Piana, Valdolsera, Muschieto, Villanova…poi al borghetto del campo sportivo di Biforco e ritorno per strada ad Albero. Behh. scusa se mi sono infervorato e l’ho suggerito togliendoti il piacere di eventualmente creartelo, ma era un bel giretto che in motorino può fare anche Hill……….

          1. Andreag71 said on febbraio 17, 2019

            Vedo con piacere che gli ambulatoris si evolvono… @hilldogs con motorino, @pier-giorgio-saviotti con moto 450 ahahahah!
            Però la voglia proprio non vi è mai mancata!

        2. luciano49 said on febbraio 19, 2019 Rispondi

          Ciao Pier Giorgio, non avevo visto questo messaggio, vedo che anche tu eri appassionato di pesca, anch’io ricordo le levatacce(anche perchè il primo poteva prendere, ma il secondo NO) le faticate che si faceva nei ruscelli sempre piegato o in ginocchio per non farsi vedere dalla trota si andava un po meglio quando c’era l’ acqua un po torbida ma il contro era che non si vedeva bene quanta acqua c’era cosi spesso ci si riempiva la stivalone di acqua, e il freddo che si aveva alle mani? Io nel 1985 l’anno del grande freddo in marzo il ruscello sopra CAMPIGNO era quasi tutto ghiacciato si pescava solo sotto le cascatelle piu grandi e mi congelai le mani sono rimasto per 3 mesi senza sensibilità in tutte le falangi. Penso che i giovani di oggi queste avventure non le farebbero anche perchè di trote nei fossi sono convinto che non ce ne siano quasi più, non ci sono più i montanari che andavano a ripopolare un pò.
          Bei ricordi, CIAO

  4. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 19, 2019 Rispondi

    Già, il freddo! Però neppure un raffreddore. Penso che non ci fossero montanari più a quei tempi . In un libro che ho in casa intitolato” I sentieri dei passi perduti” di molta parte delle zone Bidente, Rabbi, Riminese ed anche Corniolo, Pietrapazza ecc.ecc. si legge che lo spopolamento ebbe inizio negli anni ’50 fino a anni ’60’70 poi tutto vuoto.e comunque gli intrusi non sono mai stati graditi. Era la FIPS o altre associazioni a immettere in gennaio qualche chilo di novellame. Infatti, proprio a Ponte della valle e in altri posti come Campigno ricordo che buttavo giù, anche nascosto, un lancio, e regolarmente prendevo delle sottomisura (allora era 12) da ributtare in acqua. E nei torrenti alpini non ho mai preso quasi niente!.

  5. Jessica80 said on febbraio 19, 2019 Rispondi

    I giovani di oggi di svegliarsi alle 3 della notte per andare a pescare a mani nude d’inverno trote in ruscelli congelati non credo ne abbiano voglia.
    E io non posso dargli torto.
    Però ammiro gli uomini di un tempo!

  6. Jessica80 said on febbraio 19, 2019 Rispondi

    Ah scusa Pier-Giorgio-Saviotti, sveglia alle 2 non alle 3.
    Perchè vuoi non essere lì alle 4 quando la trota ancora dorme?
    Bisogna avere addosso una passione fuori dal comune!

  7. Pier Giorgio Saviotti said on febbraio 19, 2019 Rispondi

    Allegato

    Ho la testa dura, Jessica. Finito ora di colloquiare con Andrea per l’implementazione circa la possibilità di inserire grafica nelle risposte dei “messaggi” e ci è riuscito come al solito: Bravissimo.
    Ti allego, perciò, una vecchia istantanea rifotografata da una diapositiva della “”famosa”” lapide degli Acuti.

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