VIA DEGLI DEI 4° tappa: Passo della Futa – San Piero a Sieve

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
2
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
B Media - per persone allenate
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Firenzuola
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VIA DEGLI DEI 4° tappa: Passo della Futa – San Piero a Sieve

Questa tappa è quasi tutta in discesa, ma le mie ginocchia la amano poco la discesa e quindi per me è stata sofferta. Dal cimitero germanico si procede a destra e attraversiamo una rotatoria verso Firenze. Si raggiunge un incrocio e voltiamo a sinistra per Firenzuola, dopo 30 mt un sentiero parte sulla destra ed è il Cai 00 per il passo dell’Osteria Bruciata. Si sale ripidamente nella faggeta fino a raggiungere un ripetitore, si va avanti fino a raggiungere la deviazione per Monte Gazzaro che il nostro Luciano mi aveva prudentemente detto di evitare perché molto pericoloso dopo pioggia e di procedere sul sentiero utilizzato dai ciclisti. Non ce n’è stato bisogno perché era proprio chiuso. La salita al mattino si è svolta in mezzo alle nuvole che rendevano il paesaggio suggestivo, ma poco dopo sono scomparse e anche se non limpidissimo ci si è aperta una bella veduta sul crinale. Arrivati al Passo dell’Osteria Bruciata si imbocca a destra il sentiero Cai 46 per Sant’Agata. La leggenda vuole che i viandanti che si fermavano all’osteria venivano a volte uccisi dal locandiere e dalla moglie nel sonno, venivano derubati e per liberarsi delle carni li cucinavano come pasto per i viandanti successivi!

 Anche in questa tappa pozze giganti per tutto il sentiero che ci hanno fatto faticare non poco. Dalla faggeta si passa all’abetina senza lesinare su scorci della conca del Mugello. Continuando nella discesa si raggiunge un bivio e si prende il sentiero che va a destra per San Piero a Sieve (a sinistra va verso Sant’Agata in caso ci si debba rifornire di acqua o altro). Si prosegue fino a raggiungere un secondo bivio sotto al monte Calvi. La discesa ci porterà a raggiungere una strada campestre, poi una stradina asfaltata che si immette nella provinciale. La si attraversa e si prosegue su strada sterrata per il piccolo villaggio di Gabbiano. Si deve fare un pezzo di strada senza zona pedonale, qui bisogna fare un po’ attenzione fino a quando non si raggiunge San Piero a Sieve.

  1. Nuvole basse
  2. Panorama
  3. Passo dell'Osteria bruciata
  4. Un pò di riposo
  5. Mare di ginestre
  6. L' Appennino alle spalle
  7. Gregge
  8. Verso San Piero a Sieve

2 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on Luglio 30, 2020 Rispondi

    Di quelle leggende cannibalesche ne sentivo anche qualdo ero giovane…. Un albergo a veva un soffitto che si abbassava di notte per schiacciare i dormienti e poi……la Cianciulli che adescava gente e poi ne faceva il sapone….Adesso si ammazza anche per meno……

    1. Paola Nensor said on Agosto 3, 2020 Rispondi

      Sì…ce ne sono di queste storie variopinte in effetti. Se ti interessa la Cianciulli….una mia carissima amica è una criminologa e si occupava soprattutto di serial killer. Ha scritto un libro su di lei a quattro mani e si intitola ” Soda caustica, allume di rocca e pece greca: il caso Cianciulli”. La mia amica si chiama Cecilia. Buona serata!

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