VIA DEGLI DEI 5° tappa: San Piero a Sieve – Vetta le Croci

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Panoramico
1
1: Molto
2: Normale
3: Poco
Salita
1
1: Ripida
2: A tratti
3: Nulla
Difficile
C Poco difficile - per escursionisti
Ombra
2
1: Bosco
2: Parziale
3: Assolato
Partenza
Scarperia e San Piero
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VIA DEGLI DEI 5° tappa: San Piero a Sieve – Vetta le Croci

Tappa impegnativa, non tanto per i km e il dislivello, ma per i giorni di trekking alle spalle che iniziano a pesare. Comunque molto, ma molto bella. Quasi interamente su sentiero, ci porta a passare dalla conca del Mugello a quella di Firenze. Da San Piero a Sieve si prende il sentiero Cai 19 per il castello di Trebbio su sterrata ben ombreggiata. Oltre al castello c’è una chiesetta e alcune case private. Si prosegue sul Cai 17 per la deliziosa località di Tagliaferro fino ad arrivare alla strada regionale che si deve attraversare e ci si immette quindi su una sterrata che dopo 150 mt ci fa tornare sul Cai 00 che seguiremo fino a fine tappa. La nostra salita ci porta in prossimità della località Camporomano dove imbocchiamo un sentierino sulla destra seguendo le indicazioni per Buonsollazzo e monte Senario. Qui la salita ci impegna decisamente fino a raggiungere il bellissimo santuario, uno tra i più importanti della Toscana. Purtroppo si è potuto visitarlo solo esternamente perché all’interno c’era una troupe che girava un film. A destra del santuario imbocchiamo il sentiero 65 per Caselline che costeggia il muro di cinta e scende fino a raggiungere una strada asfaltata e la località di Olmo. Non starò qui a descrivere ogni curva ed ogni sentiero preso perchè per chi volesse fare questo cammino vedrà che è ben segnalato e comunque consiglio vivamente la guida che ho usato perchè veramente precisa.

  1. Chiesina di Trebbio
  2. Villa abbandonata
  3. Inizia la salita del Monte Senario
  4. cancelli del santuario
  5. Santuario
  6. Santuario
  7. Selfie point
  8. Croce di Sette Santi
  9. Croce di Sette Santi

4 comments

  1. Pier Giorgio Saviotti said on Luglio 29, 2020 Rispondi

    Cara Paola, bellissimi posti e cose da vedere e belle foto. Capisco però che la stanchezza si faccia sentire dopo diversi giorni infilati di “trip” che allentano un po’ il piacere e l’osservazione. L’appennino sud toscano è molto bello. Pensa che la famosa 100 km che(quest’anno è saltata) è nata a Faenza molti decenni fa con l’U.O.E.I. ed arriva a Faenza partendo da Firenze, è un giro che ammazza. Quelli che corrono e vincono fanno i cento km in 6/7 ore pensa un po’ e i più polentoni anche 15/20 ore(tempo massimo). Il più bello è vedere le scene dai bordi strada. Bè ciao e complimenti. Pier Giorgio.

    1. Paola Nensor said on Luglio 30, 2020 Rispondi

      100 Km in 6/7 ore??? Ussignur! Ne vorrei conoscere uno e vedere come è il suo fisico. Non oso immaginare il fiato che hanno e i muscoli. Cavoli…Va là che loro alla sera non si mettono a bere birra come se fossero dei camionisti come faccio io!! Ahaha. Immagino che sia curioso da vedere a bordo strada. Io sono molto polleggiata quando faccio trekking. Mi piace fotografare gli insetti, gli alberi, i fiori. Per me è una cosa lenta da godermi appieno. Le gare le lascio agli altri, l’importante è arrivare in fondo. Tanto lo so che ce la farei in meno tempo, questo mi basta. Questa tappa paesaggisticamente parlando è stata una delle più belle in verità. Il Senario ce lo avevano descritto come durissimo da fare, invece siamo andate benissimo con un filo di gas. Forse perchè l’aspettativa era quella di trovarci di fronte ad un’ascesa difficile e quando siamo arrivate su ci scappava da ridere perchè la parte durissima ancora l’aspettavamo. Comunque bellissimi paesaggi…

      1. Pier Giorgio Saviotti said on Luglio 30, 2020 Rispondi

        Cara Paola, per la 100km “del Passatore” non volevo fare dei confronti…assolutamente! Era solo per riferire che piedi, articolazioni, muscoli, cuore e testa subiscono parecchi traumi e disagi a causa di queste prestazioni parlando di atleti, peraltro.
        Ma anche per tutti gli altri comuni passeggiatori, specialmente per il fatto che camminando su strade (in questo caso sono tutte asfaltate ma non è questo il problema, ma perchè sui sentieri , specie se impervi, la muscolatura e tutto il resto lavorano in maniera difforme ed implicano un discontinuo e diverso impegno all’apparato muscolo-scheletrico con grande beneficio per l’ottimizzazione generale anzichè all’uso costante di solo qualche muscolo ed altro) l’impegno di durata si fa sentire e può (dicono gli esperti) provocare alla lunga guai irreversibili.
        Una precisazione dei risultati dei vincitori: ore per Uomini 6.25.46 – Donne 7.34.36 quasi fantascienza.
        Un link su tanti: https://www.correre.it/100-km-del-passatore-firenze-faenza/ apri questo o altri link e vedrai che di paffutelli ce ne sono pochi!
        La fa anche gente di 80 anni ….brrrr..
        Come dici tu, altre motivazioni sono le nostre e di tanti altri , per il puro piacere del ,percorso e dell’inserimento nella Natura, ma questi che fanno le cose anzidette mi servono di termine di confronto e paragone delle mentalità differenti che la gente ha in ogni cosa della vita. E come con la volontà si riescano a fare cose quasi impossibili.
        Il sollievo che ti deriva dal fatto di aver compiuto facilmente una impresa-ritenuta o descritta in partenza come difficile, ma risultata migliore del previsto – è il risultato di una tecnica di programmazione: è meglio dire all’avvio che è o sarà difficile ma poi risulta facile, o meglio, per non impaurire, descriverne la facilità ma poi trovarsi nella situazione contraria e rimanerci male??

        1. Paola Nensor said on Agosto 3, 2020 Rispondi

          Sono d’accordo su tutto! Certo che quelli sono tempi da fantascienza come dici tu. Confermo che il troppo sport fa male, soprattutto alle articolazioni. Ma parliamo di gente che lo fa per mestiere ovviamente. Riguardo all’ultima domanda mi verrebbe da dire che per quanto mi riguarda preferisco pensare al peggio e che mi descrivano qualcosa come impresa difficile perchè così la mia testa entra in modalità giusta. Altrimenti se mi aspetto qualcosa di facile poi rischio di mollare con la testa e lì poi sono cacchi…perchè mi demoralizzo. Ahah..

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