Mappa cartacea o Tracciato digitale?

Che domande, siamo nel 2018!!

 

Ci sarà sicuramente qualche nostalgico della bussola e della cartina magari stampata su supporto resistente all’acqua, ma ormai la tecnologia in questo campo ha fatto passi da gigante, rendendole superflue.

I Paleo-trekker in genere contestano 3 aspetti:

  1. I dispositivi si rompono. E allora le cartine volano via con il vento, le bussole si smagnetizzano e se sei così sfigato fatti un Cammino di Santiago.
  2. Le batterie finiscono prima o poi. Vero. Tanto vero che nello zaino ci sono pile di ricambio e power bank che risolvono egregiamente il problema.
  3. I dispositivi perdono il segnale GPS. Vero. Verissimo. Questo va approfondito.

 

Ma come cambia la vita di un’escursionista con questa tecnologia?

 

La fase di preparazione

E’ fondamentale, inizia mesi prima, si pianificano percorso, condizioni meteo, orari con scarti di qualche secondo massimo, attrezzatura, cibo, quanti litri di acqua (e fiaschette di brandy). Il Paleo stendeva la piantina sul pavimento del salone di casa se bastava altrimenti in giardino, si armava di matita e gomma e tracciava fino a consumare ogni millimetro di carta. Oggi si accende il PC si fa partire BaseCamp o similari, si disegna la propria traccia e la si salva. Poi la sposti dove vuoi, su un’app dello smartphone o sulla memoria di un navigatore. E passata la fase iniziale di apprendimento è tutto piuttosto veloce.

Per quanto riguarda il resto e cioè quanti litri di acqua portare e se servono i ramponi del ghiaccio ad Agosto alle 3 cime di Lavaredo bè lì la tecnologia può far ben poco.

L’escursione

E mentre il Paleo ad ogni incrocio risrotola la cartina su massi, prati e tronchi d’albero basta buttare l’occhio al display per capire in un attimo dove siamo e dove andare. Non è vero che non si capisce nulla se non sei un cartografo: la vera differenza è che sai sempre dove sei, in tempo reale. Se il segnale GPS non si è perso. Ma questo va approfondito.

 

Il ritorno a casa

E mentre il Paleo riposa le braccia dalla fatica degli srotolamenti di cartine e continue estrazioni di bussole dalla tasca, per il neo-trekker inizia il delirio di onnipotenza. Scarica la registrazione della traccia e comincia ad analizzare altitudine, ritmo, tempi, pendenze.. Oddio! Record massimo di lunghezza nel biennio 2017-2018! Da 800 a 1780 di quota in 2h e 15! Imbattibile! Guarda che foto che ci è scappata…

Finita questa fase inizia la condivisione sui social e siti vari di foto, video, tracce , record e chicchessia, poi la salva su Navtrekking se la guarda e se la vota, va a vedere la classifica per i concorsi come è cambiata.

E il ritorno alla fase di preparazione alla prossima escursione è molto vicino.

 

Ma torniamo all’approfondimento del segnale GPS e a tal proposito parliamo dei due gruppi in cui possiamo dividere i  dispositivi:  lo smartphone e il navigatore.

 

Sicuramente il primo è in possesso di tutti, basta scaricare una delle tante app dedicate e ricordare di farle partire quando si inizia a camminare e ricordare di metterle in pausa quando ci si ferma a mangiare e ricordare di fermarle quando l’escursione è completata.

Che ci vuole, poi immancabilmente te lo ricordi quando sei in macchina e hai già fatto 10 km verso casa.

Sono delicati, puoi comprare il supporto che vuoi su Amazon per alloggiare il telefono al manubrio della mtb, ma sta tranquillo che prima o poi il volo lo fa e che volo!

Temono la pioggia, il caldo, il sudore, i navigatori no, sono costruiti apposta.

Se ci sono problemi di segnale le app difficilmente hanno mappe che lavorano off-line, lì sei davvero nei guai e se ti becca l’Archeo la senti la ramanzina del “porta sempre la cartina e te l’avevo detto”.

Il segnale GPS , bè gli smartphone nascono per essere usati in centri abitati, usano oltre che triangolazioni con i satelliti anche altre reti. Ma nei boschi , in montagna e specialmente in valli chiuse e in presenza di neve sono dolori. E parolacce. Perchè perdere il segnale vuol dire non sapere dove sei, nè poter riuscire a capire da quanto tempo ti ha sganciato e quindi ipotizzare la  direzione che stavi seguendo. E se poi ti riaggancia a tratti non sei mai certo di quanto sia aggiornata in tempo reale. Se sei su una mulattiera poco importa vai avanti finchè non ti ritrova ma se fai un fuori-pista o la traccia del sentiero è debole allora lì ti arrabbi e lo lanci nel dirupo. Salvo poi ricordarti che era l’unico modo per chiedere aiuto.

E poi la registrazione della traccia è compromessa, addio delirio post-escursione.

Il navigatore nasce per fare quello, optiamo per uno che abbia sia GPS che rete GLONASS e le probabilità che il segnale si perda sono davvero pochissime!

Prendiamone uno che abbia l’altimetro barometrico per la precisione delle altitudini, sia mai che arriviamo a 3012 mt di quota e poi sulla registrazione compaia solo 3009!! E che abbia la bussola  elettronica con compensazione di inclinazione a 3 assi che mostra la direzione anche quando non si è in movimento.

Carichiamoci sopra le mappe migliori, ci sono dei Paleo evoluti in neo che hanno fotografato a pezzi le loro cartine e inserite in memoria del navigatore ricomponendole e geolocalizzandole, che neanche gli amanuensi nella Biblioteca Malatestiana di Cesena arrivavano a tanto.

Conclusione

Il nav-tekker che fa? Per non sapere nè leggere nè scrivere se li porterà dietro entrambi, con le loro fonti energetiche di ricambio. E quando incontrerà qualcuno con la mappa spiegata gli arriverà a 20cm dalla faccia per farsi veder bene, prenderà in mano il dispostivo solo quando è certo che l’altro lo stia guardando, un velocissimo come batter d’ali di una farfalla sguardo al display e sul suo volto apparirà  il ghigno del “vedi?” mentre è gia ripartito.

Con  un unico grande mantra: ricordati di avviarlo e ricordati di fermarlo!

 

No comments yet, be the first to leave one!

Lascia un commento

Note: Comments on the web site reflect the views of their respective authors, and not necessarily the views of this web portal. Members are requested to refrain from insults, swearing and vulgar expression. We reserve the right to delete any comment without notice or explanations.

Your email address will not be published. Required fields are signed with *

*
*